Vita di Taddeo Bartoei. i6$
ali’ altar maggiore della Pieve , e guarda il coro de’ preti. Dopo anda-to a Siena , non vi dimorò molto , che da uno de’ Lansranchi, operajodel duomo fu chiamato a Pisa ; dove trasferitosi, fece nella cappelladesia Nunziata a fresco quando la Madonna faglie i gradi del tempio»dove in capo il sacerdote P alpetta in pontificale , molto pulitamente ;nel volto del quale sacerdote ritrasse il detto operajo , ed appresto aquello se stesilo . Finito questo lavoro il, medesimo operajo gli fece dipi* suo ritratto dipintognere in Campo santo sopra la cappella una nostra Donna incoronatada Gesù Cristo » con molti angeli in attitudini bellissime , e molto bencoloriti. Fece similmente Taddeo per la cappella della sagrestia dis. Francesco di Pisa, in una tavola dipinta a tempera » una nostraDonna , ed alcuni santi, mettendovi il nome suo » e l'anno eh’ ellasu dipinta, che su Tanno 1394- E intorno a questi medesimi tempilavorò in Volterra certe tavole a tempera » ed in monte Olivete» una ta-vola ; e nel muro un inferno a fresco » nel quale seguì l’invenzione diDante , quanto attiene alla divisione de’ peccati » c forma delle pene.
Ma nel sito o non seppe , o non potette , o non volle imitarlo • Mandòancora in Arezzo una tavola » che è in s. Agostino» dove ritrasse PapaGregorio XI. cioè quello » che dopo estere stata la Corte tante decine * M ° *d’anni in Francia , la ritornò in Italia . Dopo queste opere » ritorna-tosene a Siena » non vi fece molto lunga stanza ; perché fu chiamato alavorare a Perugia nella chiesa di s. Domenico, dove nella cappella dis. Caterina dipinse a fresco tutta la vita di essa Santa , ed in s. Fran-cesco , accanto alla porta della sagrestia , alcune figure ; le quali, ancor-ché oggi poco si discernine » sono coltole iute per di mano di Taddeo»avendo egli tenuto sempre una maniera medesima . Seguendo poco poila morte di Biroldo Signor di Perugia x , che su ammazzato T an.i 398» siritornò Taddeo a Siena» dove lavorando continuamente » attese in mo-do agli studj dell’ arte per farsi valente uomo » che si può affermare »se forse non leguì T. intento suo » che certo non fu per difetto » o ne-gligenza » che metteste nel fare » ma sibbene per indisposizione d’un ma-le oppilativo » che T aslàssinò di maniera » che non potette conseguirepienamente il suo desiderio. Morì Taddeo, avendo insegnato P arte a Sm morto iun suo nipote chiamato Domenico» d’anni 59 - E le pitture sue furo-no intorno agli anni di nostra salute 1410. Lasciò dunque » come si è insegno a Domenicodetto, Domenico Bartoli suo nipote» e discepolo» che attendendo Bartoli suo m»ote, eali’arte della pittura » dipinse con maggiore, e migliore pratica ; e nel-le storie , che fece , mostrò molto più copiosità » variandole in diverse *cose » che non aveva fatto il zio. Sono nel pellegrinarlo dello spedalegrande di Siena due storie grandi lavorate in fresco da Domenico ,dove e prospettive , ed altri ornamenti si veggiono assai ingegnosa-mente composti. Dicesi estere stato Domenico modesto, e gentile » ed’una singolare amorevolezza, e liberaliffìma cortesia ; e che ciò non
fece
1 L'Âmmùato Istor. Fiorent. libr.itf .aC.S71. lo chiama Storio .