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Tomo primo.
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Vita di Lorenzo di Bicci. 171

che su , nella medesima facciata del convento di s. Croce, dove aveva

fatto il s. Cristoseno , dipinse lassunzione di nostra Donna in cielo»

circondata da un coro di angeli» ed a basto un s. Tommaso » che riceve . .

la Cintola; nel far la quale opera» per esser Lorenzo malaticcio, si maUtfeeie

fece ajutare a Donatello allora giovanetto ; onde con fatto ajuto fu fini- to di Donatelle .

ta diserte Tanno 1450. che io credo» ehella sia la miglior opera, e

per disegno » e per colorito » che mai faceste Lorenzo ; il quale non

molto dopo » estèndo vecchio » e affaticato » si morì 1 detà di 60. anni ^

in circa ; lasciando due figliuoli » che attesero alla pittura » T uno deImpiegati nella pit-

quali, che ebbe nome Bicci » gli diede ajuto in fare molti lavori ; e tura .

T altro » che fu chiamato Neri, ritrasse suo padre » e se stesso nellacappella de' Lenzi in Ogn istanti » in due tondi con lettere intorno ,che dicono il nome dell' uno » e dell altro » Nella quale cappella de'

Lenzi » facendo il medesimo alcune storie della nostra Donna» si ingegnòdi contraffare molti abiti di quei tempi » così di maschi » come di fem-mine : e nella cappella fece la tavola a tempera » Parimente nella badìadi s. Felice in piazza di Firenze dell' Ordine di Camaldoli » fecealcune tavole : e una ali altar maggiore di s.. Michele d Arezzo delmedesimo Ordine . E. fuor d Arezzo a s. Maria delle Grazie , nellachiese di s. Bernardino » una Madonna, che ha'sotto il manto il popolod Arezzo » e da un lato quel s. Bernardino inginocchioni con una crocedi legno in mano » siccome costumava di portare » quando andava perArezzo predicando : e dall altro lato, e d intorno s. Niccolò » e_»s. Michelagnolo . E nella predella sono dipinte storie de' fatti di dettos. Bernardino » e de miracoli » che fece » e particolarmente in quelluogo. Il medesimo Neri sece in s. Romolo di Firenze la tavola dell*altar maggiore : e in s. Trinità nella cappella de gli Spini la vita dis. Giovanni Gualberto a fresco f e la tavola a tempera, che è sopraTastare. Dalle quali opere si conosee » che se Neri suste vivuto » e non Prefìtto di Seri , emortosi detà di z6- anni, egli averebbe setto'molte più opere , p 1 s Htimorte -migliori, che non fece Lorenzo suo padre. Il quale, essendo statoT ultimo de maestri della maniera vecchia di Giotto » serà anco la suavita T ultima di questa prima Parte ; la quale con T ajuto di Dio bene-detto avemo condotta a fine.

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t Credo anche <juì errore » e che Lorenzo campaste molti anni di più.

DEL-

fine della f rima, Parte ,