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Tomo primo.
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181
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.della.Parte seconda. 181

maniera de'primi : e tanto la migliorarono , che lasciarono poco a i terzi .

Edebbonouna lor maniera tanto più graziosa , più naturale, più ordinata, Qualità de'maestridi più disegno , e proporzione-, che le loro fatue cominciarono a parere pres ddl» seconda età,so che persone vive, e non più fatue, come le prime , come ne fanno fedequelle opere , che in quella rinovazione della maniera fi lavorarono ; come fivedrà in quefla seconda parte , deve le figure di Jacopo della Quercia Sane sehanno più moto , e piti grazia , e più disegno , e diligenza ; quelle di Filip-po più bel ricercare di muscoli , e miglior proporzione , e più giudizio ; ecosì quelle de' loro discepoli . Ma più vi aggiunse Lorenzo Ghiberti ne II'opera delle porte di s. Giovanni , dove moflrò invenzione , ordine , maniera »e disegno , che pare , che le sue figure fi muovìno , ed abbiano P anima . Manon mi risolvo in tutto , ancoraché fisse ne' lor tempi Donato , se io me lovoglia metterfra i terzi, tesando P opere sue a par agone de gli antichi buo-ni . Dirò bene , che in quefla parte fi può chiamar luì regola de gli altri ,per aver in se solo le parti tutte , che a una a una erano sparse in molti ; poi-ché e' ridusse in moto le fitte figure , dando loro una certa vivacità , e prontez-za , che possono fare e con le cose moderne, e come io dissi, con le antichemedesimamente . Ed il medesimo augumentofece in questo tempo la pittura , Auguntnto della pa-della quale P eccellentissimo Masccio levò in tutto la maniera di Giotto nel- tura con L' avviti-le tese, ne' panni , ne' casamenti , negli ignudi , nel colorito , negli scorti, ?wr J* al viro >che egli rinovò, emesse in luce quella maniera moderna, che fu in que'tempi , e fino a oggi è da tutti i nostri artefici seguitata , e di tempo intempo con miglior grazia , invenzione, ornamenti, arricchita, ed abbel-lita ; come particolarmente fi vedrà nelle vite di ciascuno , e fi conoscerà unanuova maniera di colorito, di scorci, cP attitudini naturali ; e molto piùespressi i moti dell' animo , ed i gessi del corpo-, con cercare di appressarsi piùal vero delle cose naturali nel disegno ; e le arie del viso , che somigliasfinointeramente gli uomini, sicché sufismo conosciuti per chi eglino erano fatti.

C r sì cercarono fare quel, che vedevano nel naturale , e non più ; e così Osservazione stlluvennono ad esser più considerate, e meglio intese le cose loro ; e questo diede “J^***^loro ardimento di metter regola alle prospettive » e fari? scortar appunto ,come facevano di rilievo , naturali , ed in propria forma , e così andaronoosservando P ombre , ed i lumi, gli sbattimenti , e le altre cose difficili , ele composizioni de Ile storie con più propria similitudine, e tentarono fareipaesi più simili al vero , egli albori , P erbe, i fiori, P arie , i nuvoli, eialtre cose della Natura, tanto che fi potrà dire arditamente , che queste artifieno non solo allevate , ma ancora ridotte nel fiore della lor gioventù , edasperare quel frutto , che intervenne di poi , e che in breve elle ave (fino a ve-nire alla loro perfetta età .

Daremo adunque con lo ajuto di Dio principio alla vita di Jacopo dellaQuercia Sane se, e poi degli altri architetti, e scultori, fino a che perver-remo a Masaccio ; il quale per essere stato primo a migliorare il disegn nellapittura ; mostrerà, quanto obbligo se gli deve per la sua nuovarinascita . E