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Tomo primo.
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VITA DI LORENZO GHIBERTI

PITTORE 1 FIORENTINO.

ON è dubbio , che in tutte le città coloro , che conqualche virtù vengono in qualche fama fra gli uomi-ni , non siano il più delle volte un lautissimo lumed’ esempio a molti, che dopo lor nascono, ed iu^quella medesima età vivono 3 oltra le lodi insinite 5 elo straordinario premio 3 eh’ essi vivendo ne riportano.Ne è colà 3 che più desti gli animi delle genti 3 e faccia parere loromen faticosa la disciplina de gli studj 3 che 1’onore 3 e 1’utilità 5 chesi cava poi dal sudore delle virtù ; perciocché elle rendono fàcile a ciaf.cheduno ogni impresa difficile : e con maggiore impeto fanno accrescerela virtù loro 3 quando con le lode del Mondo s’alzano • Perché infini-ti 3 che ciò sentono» e veggono 3 si mettono alle fatiche per venirein grado di meritare quello 3 che veggono aver meritato un suo compa-triota. E per questo anticamente osi premiavano con ricchezze i virtuosijo si onoravano con trionfi 3 ed immagini. Ma perché rade volte è 3 che laVirtù invidiata . virtù non sia perseguitata dal? invidia 5 bisogna ingegnarsi 3 quanto sipuò il più 3 ch’ella sia da una estrema eccellenza superata 3 o almeno fattagagliarda , e forte a sostenere gì’ impeti di quella 3 come ben seppe eper meriti 3 e per forte Lorenzo di Cione Ghiberti 3 altrimenti diLar rosticcio ; il quale meritò da Donato scultore 3 e Filippo BrunellefZùtmx.0 tcctllmuml chi architetto s e scultore 3 eccellenti artefici 3 essere posto nel luogolaverò di getto . loro; conoscendo essi in verità 3 ancoraché il senso gli strignesse forlc

a fare il contrario s che Lorenzo era migliore maestro di loro nel getto»Fu veramente ciò gloria di quelli 3 e confusione di molti 3 i quali pre-sumendo di se 3 si mettono in opera 3 ed occupano il luogo dell’altruivirtù ; e non facendo essi frutto alcuno 3 ma penando mille anni a fareuna cosà 3 sturbano 3 ed opprimono la scienza de gli altri con mali-gnità , e con invidia • Fu dunque Lorenzo figliuolo di Bartoluccioirrtnra l'arte dell'o ' Ohiberti 2 3 e da i suoi primi anni imparò l’arte dell’ orefice col padre ;tesa, ’ il quale era eccellente maestro 3 e gì’insegnò quel mestiere 3 il quale

da Lorenzo fu preso talmente 3 eh’egli lo faceva assai meglio che ’l pa-dre . Ma dilettandosi molto più dell’arte della scultura , e del 3 di-

scgnos

1 Non avendo il Ghiberti dipinto , se non prova il Calci. Dee. I. dell» pjrt.i. del sec. j.sai principio de’ suoi lludj . non so , perché ic.j.e jo. e il Vasari dice male .

il Vasari lo appelli pittore > tanto più che j II Ealdinuccì Dee. i. della part.a. sec. J.egli è celebre per rutta I' Europa per le porte c. 4. per conghiettura crede, che Lorenzo po-di 5. Giovanni, che sono opera di scultura , la tesse essersi pollo sotto l'indirizz.0 diGbtrardequale su la sua vera, e principale professione . dello Starnin» ( leggasi Gberardo Starni»a >

2 Lorenzo fu figliuolo di Cione , e figlia- notici» , thè fra gli autori tien st trova .

{Irò 1 c scolare di Bartoluccio orefice , come