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Tomo primo.
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Vita di Lorenzo Ghiberti. 223

E veramente Lorenzo non poteva, avendo bello ingegno, e s!buona grazia in questa maniera di statue , fare , che , quando gli ve-nivano in mente i componimenti delle storie belle , e non facesse bellis-sime le figure ; come appare in questo settimo quadro ; dove egli figurail monte Sinai 3 e nella sommità Moisè s che da Dio riceve le leggi 3riverente 3 e inginocchioni. A mezzo il monte è Jofuè 3 che laspetta :e tutto il popolo a piedi 3 impaurilo per i tuoni 3 saette , e tremoti 3in attitudini diverse 3 fatte con una prontezza grandissima. Mostrò ap-pressò diligenza 3 e grande amore nel? ottavo quadro 3 dove egli fece 3quando Jofuè andò a Jerico 3 e volse il Giordano 3 e pose i dodici pa-diglioni pieni delle dodici tribù: figure molto pronte 3 ma più bellesono alcune di bastò rilievo j quando girando con ? arca intorno allemura della città predetta 3 con suono di trombe rovinano le mura , egli Ebrei pigliano Jerico ; nella quale è diminuito il paese 3 ed abbassa-to sempre con osservanza dalle prime figure a i monti 3 e da i montialla città, e dalla città al lontano del paese 3 di bassissimo rilievo :condotta tutta con una gran perfezione . E perché Lorenzo di giorno ingiorno si fece più pratico in quel? arte 3 si vide poi nel nono quadro 3la occifione di Golìa gigante 5 al quale David taglia la testa con fan-ciullesca 3 e fiera attitudine : e rompe lo esercito de i Filistei quello diDio ; dove Lorenzo fece cavalli 3 carri , ed altre cose da guerra-- -Dopo fece David , che tornando con la testa di Golìa in mano 3 ilpopolo lo incontra 3 sonando 3 e cantando; squali assetti fono tuttipropr j 3 e vivaci. Restò a far tutto quel 3 che poteva Lorenzo nelladecima 3 ed ultima storia 3 dove la regina Sabba visita Salomone congrandissima Corte ; nella qual parte fece un casamento tirato in prospet-tiva molto bello 3 e tutte 1 altre figure simili alle predette storie , oltragli ornamenti de gli architravi 3 che vanno intorno a dette porte 5 doveson frutti 3 e festoni , fatti con la solita bontà . Nella quale opera 3 daper se 3 e tutta insieme 3 si conosce 3 quanto il valore 3 e lo sforzo dunoartefice statuario posta nelle figure quasi tonde , in quelle mezze-, 3nelle basse 3 e nelle bassissime oprare con invenzione ne componi-menti delle figure , e stravaganza del? attitudini 3 nelle femmine ,e nemaschi 3 e nella varietà decasamenti , nelle prospettive 5 enei?avere nelle graziose arie di ciascun sesto osservato il decoro S e parimentein tutta ? opera 3 ne' vecchi la gravità 3 e ne' giovani la leggiadria 3 ela grazia- Ed in vero si può dire 3 che questa opera abbia la sua perfe-zione in tutte le cose 3 e ehella sia la più bella opera del Mondo 3 eche si sia vista mai fra gli antichi 3 e moderni. E ben debbe essere vera- Lodata a», a lichrU-mente lodato Lorenzo 3 dachè un giorno Michelagnolo Bonaroti 5 fer- gnele Sonar>noi >.marosi a veder questo lavoro 3 e dimandato quel 3 che gliene paresse 3e se queste porte eran belle 3 rispose : Elle son tanto belle , eh elle sta-rebber! bene alle porte del Faradifo : lode veramente propria 3 e dettada chi poteva giudicarle - E ben le potè Lorenzo condurre, avendovi

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