Vittori» nipote dì Lo-renzo . Sue sculture
Leremdilettosi dipittura , t di lavoridi vetro .
Vita di Lorenzo Ghiberti. 225
gamba di bronzo grande quanto è il vivo , ed alcune teste di femmine »e di maschi, con certi vasi , stati da lui fatti condurre di Grecia connon picciola spesa. .Lasciò parimente alcuni torsi di figure , ed altrecose molte , le quali tutte furono insieme con le facilità di Lorenzo man-date male , e parte vendute a Messer Giovanni Gaddi, allora Chiericodi camera , e fra esse fu il detto letto di Policleto, e l'altre colè mi-gliori . Di Bonaccorlò rimase un figliuolo chiamato Vettorio » il qualeattese alla scultura , ma con poco profitto , come ne mostrano le teste ,che a Napoli fece nel palazzo del Duca di Gravina, che non sono molto »» Napoli di poco pre.buone 5 perché non attese mai ali’arte con amore , né con diligenza »-* M *ma sì bene a mandar in malora le facilità , ed altre cose» che gli furonolasciate dal padre, e dalP avolo. Finalmente , andando sotto PapaPaolo III. in Ascosi per architetto , un suo servitore , per rubarlo» unanotte lo scannò; e così spense la sua famiglia» ma non già la fama di s trv ti™** tt * mLorenzo » che viverà in eterno. Ma tornando al detto Lorenzo » egliattese , mentre visse , a più cose » e dilettosi! della pittura » e di la-vorare di vetro ; ed in s. Maria del Fiore fece quegli occhi , che sonointorno alla cupola » eccetto uno » che è di mano di Donato, che èquello» dove Cristo incorona la nostra Donna . Fece similmente Lorenzoli tre , che sono sopra la porta principale di essa s. Maria del Fiore , etutti quelli delle cappelle , e delle tribune ; così P occhio della faccet-ta dinanzi di s. Croce. In Arezzo fece una finestra per la cappellamaggior della pieve , dentrovi la incoronazione di nostra Donna—. :e due altre figure per Lazzaro di Feo di Laccio » mercante ricchissimo;ma perché tutte furono di vetri Veneziani 1 , carichi di colore » fannoi luoghi, dove furono poste » anzi oscuri, che no. Fu Lorenzo dato percompagno al Brunellesco, quando gli fu allogata la cupola di s. Mariadel Fiore , ma ne fu poi levato , come si dirà nella vira di Filippo.
Scrisse il medesimo Lorenzo un’ opera volgare, nella quale trattò T - ,bre volgare da luidi molte varie cose » ma sì fattamente » che poco costrutto se ne cava. e °
Solo vi è » per mio giudicio » di buono» che dopo avere ragionato dimolti pittori antichi, e particolarmente di quelli citati da Plinio, famenzione brevemente di Limabile , di Gìotto , e di molti altri di que'tempi ; e ciò fece con molto più brevità , che non doveva , non per altracagione, che per cadere con bel modo in ragionamento di se stesso » eraccontare » come fece, minutamente a una per una tutte P opere sue .
Né tacerò , eh’ egli mostra, il libro essere stato fatto da altri, e poi nelprocesso dello scrivere, come quelli , che sapea meglio disegnare,scarpellare, e gettare di bronzo, che tessere storie, parlando di sestesso » dice in prima persona : io feci, io dissi , io faceva, e diceva.
Finalmente pervenuto ali'anno seslàntaquattresimo 1 della stia vita,
Tom.I. F f assalito
1 I vetri furono fatti da un Francesco ili Do-menico Livi da Gambasti castello vicino a Vol-terra, richiamata a posta da Lubccca nel 1434.
V il Eald. ivi a c.i 2.che porta di ciò memorieautentiche. 2 II lialdin. ivi a c. 11.
mostra , che il Ghiberti passò gli anni 77.