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Tomo primo.
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Suoi coturni .

2Z6 Seconda Parte

rilievo veramente proprio, e naturale , il che insino a lui non avevamai (atto niun pittore . E perché su di ottimo giudizio , considerò S chetutte le figure , che non posavano , nè scortavano coi piedi in sul pia-no , ma stavano in punta di piedi, mancavano d’ogni bontà 3 e ma-niera nelle cose essenziali ; e coloro, che le sanno, mostrano di nonMiglior* gli scorci intender lo scorto . E sebbene Paolo Uccello vi si era messo , ed ave-^Vccll\ U Va ^ atto gualche cosa , agevolando in parte questa difficoltà ; Masac-

? ciò nondimeno , variando in molti modi, fece molto meglio gli scor-

ti j e per ogni sorta di veduta, che niun altro , che insino allora fussestato . E dipinse le cose sue con buona unione , e morbidezza , accom-pagnando con le incarnazioni delle teste, e degli nudi i colori de’panni, i quali fi dilettò di fare con poche pieghe , e facili, come sail vivo , e naturale ; il che è stato di grande utile agli artefici a e nemerita essere comendato , come se ne suste stato inventore ; perchéin vero le cose fatte innanzi a lui si possono chiamar dipinte j e le suevive , veraci, e naturali, allato a quelle state fatte dagli altri. L’ori-Tatriit rii Massaio &* ne ^ costui fu da castello s. Giovanni di Valdarno 1 ; e dicono,che quivi si veggono ancora alcune figure fatte da lui nella sua primafanciullezza . Fu persona astrattissima , e molto a caso , come quelli ,che avendo fidò tutto l’animo , e la volontà alle cose dell’ arte sola ,fi curava poco di se , e manco di altrui. E perché e’ non volle pensargiammai in maniera alcuna alle cure , o cose del Mondo , e non che al-tro , al vestire steste , non costumando riscuotere i danari da' suoi de-bitori , se non quando era in bisogno estremo ; per Tommaso , che erail suo nome , fu da tutti detto Malàccio, non già perché e’ suste vi-zioso , essendo egli la bontà naturale , ma per la tanta straccurataggi-ne , con la quale niente di manco era egli tanto amorevole nel fare al-trui servizio, e piacere , che più oltre non può bramarsi . CominciòP arte nel tempo , che Masolino da Panicale lavorava nel Carmino diFiorenza la cappella de' Brancacci, seguitando sempre , quanto e’ pote-va , le vestigie di Filippo j e di Donato , ancora che l'arte suste di-verse ; e cercando continuamente, nell’ operare , di fare le figure vi-vissime , e con bella prontezza alla similitudine del vero • E tanto mo-dernamente trasse fuori degli altri i suoi lineamenti, ed il suo dipigne-re , che P opere sue sicuramente possono stare al paragone con ognidisegno j e colorito moderno . Fu studiosissimo nell' operare , e nel-le difficoltà della prospettiva artifizioso, e mirabile, come si vedein una stia istoria di figure piccole, che oggi è in case di Ridosso delGhirlandaio, nella quale oltra il Cristo , che libera lo indemoniato ,sono casamenti bellissimi in prospettiva , tirati in una maniera chee’ dimostrano in un tempo medesimo il di dentro , e il di fuori, peravere egli prese la loro veduta , non in seccia , ma in su le cantonateper maggior difficoltà . Cercò, più degli altri maestri » di fare gl’ ignu-di 3

Vi chi imitatore .

lavori di prospetti-va .

i Lontano rk. miglia da Firenze andando verso Arezzo .