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Vita di Filippo Brunelleschi. a71
s. Maria del Fiore ; ancoraché la sepoltura sua suste in s. Marco sot-to il periamo verso la porta, dove è un’ arme con due soglie di fico » ecerte onde verdi in campo d'oro , per essere discesi i suoi dal Ferrare- visctndenta <it' /uri-se , cioè da Ficaruolo 1 castello in sul Po , come dimostrano le soglie ,che denotano il luogo, e sonde» che significano il fiume. Pianserocostui infiniti suoi amici artefici, e massimamente i più poveri, i qualidi continuo beneficò ; così dunque cristianamente vivendo, lasciò alMondo odore della bontà sua , e delle egregie sue virtù . Parmi, chefè gli posta attribuire , che dagli antichi Greci, e da’ Romani in quànon sia stato il più raro, né il più eccellente di lui : e tanto più meritalode » quanto ne’ tempi suoi era la maniera Todesca in venerazione pertutta Italia , e dagli artefici vecchi esercitata , come in infiniti edificjsi vede . Egli ritrovò le cornici antiche : e l’ordine Toscano , Corin-tio , Dorico » e Jonico alle primiere forme restituì. Ebbe un discepo-lo dal borgo a Ruggiano» detto il Ruggiano, il quale fece l’acquajodella sagrestia di s. Reparata con certi fanciulli, che gettano acqua ,e fece di marmo la testa del suo maestro ritratta di naturale» chefir suo ritratto in mar-posta dopo la sua morte in s. Maria del Fiore alla porta a man destra mo 'entrando in chiesa ; dove ancora è il sottoscritto epitaffio » messovi dalPubblico per onorarlo dopo la morte » così come egli vivo aveva onoratola patria sua.
D. 8.
Quantum Pbilippus architettus arte Dedalea ‘Valuerit » cum hujus celeler - Epitaffio .rimi templi mira tejludo » tum plures ali<e di'vino ingenio ab eo adimientiemuchi me documento ejfepojfunt » quapropter oh eximias fui animi dotes » fingu~luresque 'virtutes x v- kal. Majas anno MCCCCXLIV. ejus B. M- corpus inhac humo supposta grata patria Jepelliri jujjit z .
Altri
tetto , i cui 51. inno dopo la sua morte succe-de Giotto , cioè nel 1331. se forse Arnolfo,come è probabile, non morì dopo il 13 00. eh’è 1 ’ anno » in cui lo crede morto il Vasari . Diche vedi il tanto lodato P. Kicha tom. 6. ae. a 3. Vero è , che la fabbrica del duomo pa-tì vaij interrompimenti ; ma 1’ intcrrompi-mento di 3 i.anno sembra troppo lungo • Inol-tre non sembra verisimile , che la repubblicaFiorentina indugiasse ali’ultima sua vecchia-ia, i quali allctto della morte a dichiararloarchitetto , o capomaestro generale delle fab-briche del Comune, trovandosi al libro diprovvisioni nelle Riformagioni segnato K lapatente datanti dì 1. d’ Aprile del 1 300. incui è assoluto da tutte le gravezze della città .A Giotto succede sadico Gaddi , e a questoAndrea Orcagna , e ali' Orcagna Lorenzo diFilippo » benché il detto Padre lo nomini Fi-lippo di Lorenzo per fallo di memoria > o di
Campa ; e finalmente la fabbrica venne alfemani del Brunellcsco , chela coronò con lamaravigliosa cupola , fabbrica terribile, cdifficilissima , e che fi può dire > non averveduto esempio avanti di se , se non forse fivolesse addurre quella della Rotonda , la qua-le è una cosa totalmente diversa sì rispetto al-la mole » e sì per la costruzione .
1 Che il Brunellcsco fosse dell' amichisi!-ma famiglia de’ Lapi detti una volta già Aldo-brandi , non ve n’ è dubbio , ma che discen-dessero da Ficarolo non sussiste , nè ce n’ èprova veruna . Onde nè meno sussiste quelche ha detto il Vasari qui addietro a c. 14.che dal padre d’ Arnolfo avesse origine la fa-miglia de' Lapi.
2 Da questo epitaffio, che 1 * eruditissimi»P. Richa a c. 119. del tomo 6 . riporta fedel-mente, si vede , che il Vasari ha preso sbaglioBell’ anno della morte di quello grand’ uomo
detto
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