Vita di Michelozzo Michilozzi. 28-
donzelli, tavolaceli, trombetti, musici, pifferi, mazzieri» coman- Ordina stante periidatori, ed araldi, e tutte 1' altre stanze , che a un così fatto palazzo si s trvmU •richieggono. Ordinò anco in cima del ballatojo una cornice di pietre,che girava intorno al cortile , ed appresto a quella una conserva d’ac-qua , che si ragunava quando pioveva, per far gittar fonti posticce a ingegni di fintanecerti tempi. Fece far ancora Michelozzo 1 ’ acconcime della cappella, do- •ve s'ode la Mesta, ed appresso a quella molte stanze , palchi ricchissimi,dipinti a gigli d'oro in campo azzurro . Ed alle stanze di sopra, e disotto di quel palazzo fece fare altri palchi, e ricoprire tutti i vecchi,che vi erano stati fatti inanzi ali’ antica . E insomma gli diede tuttaquella perfezione , che a tanta fabbrica si conveniva : e l'acque de’ poz- Conduce 1 ‘ acque dt'zi fece, che si conducevano insino sopra l’ultimo piano, e che con una all'ultimo pia-
ruota si attignevano più agevolmente , che non si fa per 1’ ordinario. A nc *una colà fola non potette l’ingegno di Michelozzo rimediare , cioè , al-la scala pubblica , perché da principio fu male intesa , posta in mal luo-go , e fatta malagevole, erta , e senza lumi, con gli scaglioni di legnodal primo piano in su . S’affaticò nondimeno di maniera, che ali’entra-ta del cortile fece una salita di scaglioni tondi, ed una porta con pi-lastri di pietra forte, e con bellissimi capitelli intagliati di sua mano :ed una cornice architravata doppia con buon disegno ; nel fregio dellaquale accomodò tutte l’arme del Comune. E che è più , fece tutte lescale di pietra forte insino al piano , dove stava la signoria, e le fortifi-cò in cima » ed a mezzo con due saracinesche per i casi de’ tumulti :e a sommo della soala fece una porta, che si chiamava la catena , dovestava del continuo un tavolaccino , che apriva » e chiudeva » secondo chegli era commesso da chi governava. Riarmò la torre del campanile , che Campanile risarcita.era crepata per il peso di quella parte, che posa in falso , cioè sopra ibeccatelli di verso la piazza » con cigne grandissime di serro . E final-mente bonificò, e restaurò di maniera questo palazzo, che ne fu da tut-ta la città commendato, e fatto , oltre a gli altri premj, di Collegio, il Esatta di Collegi «.quale magistrato è in Firenze onorevole molto . E se a qualcuno paresise, che io mi sussi in questo sorse più disteso, che bisogno non era , nemerito scusa ; perché dopo aver mostrato nella vita d’Arnolfo la sitaprima edificazione 1 , che fu 1’ anno 1298. fatta suor di squadra , eti’ ogni ragionevole misura , con colonne dispari nel cortile, archigrandi, e piccoli, seale mal comode » e stanze bieche , e sproporzio-nate ; faceva bisogno, che io dimostrassi ancora a qual termine lo ridu-cesse l’ingegno , e giudizio di Michelozzo : sebbene anch’egli non 1 ’ ac-comodò in modo, che si poteste agiatamente abitarvi, né altrimentiche con disagio, e scomodo grandissimo. Essendovi finalmente venutoad abitar l’anno 1538. il signor duca Cosimo , cominciò S. Eccellenza a p„; 4i . p .
ridurlo a miglior forma ; ma perché non fu mai inteso , né saputo esse- da Cosmo 1? WM ' < *Tom. 1 . O o guire
1 Gli Storici Fiorentini, come l’Ammirato benché paja incredibile , essendo Arnolfo mor»l..f.p. 2 oi- ma di più G.V. 1,8, cap.rL. dicono. Co nel I zoo.che nel iifX. foste fondato il palazzo vecchio,