Band 
Tomo primo.
Seite
300
JPEG-Download
 

zoo

ttascita i e inclina-•Mone di Giuliano .

Inclinate alla scul-tura > ed al disegno »

Lavori di farse .

VITA DI GIULIANO

DA MAJANO

SCULTORE, ED ARCHITETTO FIORENTINO .

ON piccolo errore sanno que’ padri di famiglia , chenon lasciano fare nella fanciullezza il corso della Na-tura a gì’ ingegni de’ figliuoli : e che non lasciano efer-citargli in quelle facoltà , che più fono secondo il gu-sto loro . Perocché il volere volgergli a quello , chenon va loro per l’animo > èun cercar manifestamente »che non siano mai eccellenti in cosa nessuna ; estèndo che si vede quasisempre, che coloro, che non operano secondo la voglia loro , nonfanno molto profitto in qualsivoglia essercizio . Per l’opposito quelli »che seguitano lo instinto della Natura , vengono il più delle volte ec-cellenti , e famosi nelf arti, che fanno , come si conobbe chiaramen-te in Giuliano da Majano ; il padre del quale estendo lungamente vivu-to nel poggio di Fiesole, dove si dice Majano , con Io estèrcizio disquadrante di pietre ; si condusse finalmente in Firenze , dove feceuna bottega di pietre lavorate , tenendola fornita di que’ lavori, chesogliono improvvisamente il più delle volte venire a bisogno a chi fab-brica qualche cosa . Standosi dunque in Firenze, gli nacque Giuliano »il quale, perché parve col tempo al padre di buono ingegno, dise-gnò di farlo notajo , parendogli, che lo fcarpellare , come aveva fattoegli, suste troppo faticoso esercizio , e di non molto utile ; ma non glivenne ciò setto ; perché sebbene andò un pezzo Giuliano alla scuola digramatica, non vi ebbe mai il capo, e per conseguenza non vi fecefrutto nessuno ; anzi fuggendosene più volte, mostrò d’aver tutto P ani-mo volto alla scultura ; sebbene da principio si mise ali’ arte del legna-iuolo , e diede opera al disegno. Dicesi , che con Giusto, e Minoremaestri di tarsie lavorò i banchi della sagrestia della Nunziata 5 e si-milmente quelli del coro , che è allato alla cappella ; e molte cose nel-la badia di Fiesole , e in s. Marco , e che perciò acquistatosi nome ,fu chiamato a Pise , dove lavorò in duomo la sedia, che è accantoali’ altar maggiore , dove stanno a sedere il sacerdote , e diacono, esoddiacono, quando si canta la messa; nella spalliera della quale fece ditarsia con legni tinti, e ombrati i tre profeti, che vi si veggiono.Nel che sere , servendosi di Guido del Cervellino > e di maestro Do-menico di Mariotto legnajuoli Pisani, insegnò loro di maniera l’arte,che poi ledono così d’intaglio , come di tarsie , la maggior parte diquel coro , il quale a’ nostri dì è stato finito, ma con assai migliormaniera , da Batista del Cervelliera Pisano, uomo veramente ingegno-