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Sia manina nel ili- imitatorefignere
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Seconda Parte.
Ebbe la maniera alquanto secca , e crudetta , massimamente
Genio su» nel ritrar ne> P anni ' Dilettossl moito di ^ ar P ae ^ » ritraendoli dal vivo, e natura-t*tfi • 1 le , come stanno appunto. Onde si veggiono nelle sue pitture fiumi,
ponti, sassi, erbe , frutti, vie , campi, città , castella , arena , ed altreinfinite simili cose . Fece nella Nunziata di Firenze, nel cortile dietro apunto al muro, dove è dipinta la stesse Nunziata, una storia a fresco, e ri-tocca a secco , nel quale è una natività di Cristo fatta con tanta fatica,e diligenza, che in una capanna, che vi è, si potrebbono annoverar lestia, ed i nodi della paglia. Vi contraffece ancora in una rovina d’ unacasa le pietre musiate., e dalla pioggia, e dal ghiaccio logore, e consu-mate , con una radice d’estera grosse, che ricuopre una parte di quelmuro; nella quale è da considerare , che con lunga pacienza fece d’ui\color verde il ritto delle foglie , e d’ un’ altro il rovescio , come fa laNatura , nè più , nè meno ; ed oltra a i pastori vi fece una serpe , ovverobiscia , che cammina su per un muro naturalissima 1 . Dicesi , che Aieslòimpara da un Tede- S ’ asiàtico molto per trovare il vero modo del musàico , e che non gli[co arte e mHjai mai riuscito cose, che volesse , gli capirà finalmente alle mani
un Tedesco, che andava a Roma aste perdonanze ; e che alloggiandolo,imparò da lui interamente il modo , e la regola di condurlo ; di manie-ra che essendosi mestò poi arditamente a lavorare in s. Giovanni so-Lo mette in pratica» pra le porte di bronzo , fece dalla banda di dentro ne gli archi alcuniangeli, che tengono la testa di Cristo . Per la quale opera , conosciutoil suo buon modo di fare , gli su ordinato da i consoli dell' arte de’ mer-catanti , che rinettastè, e pulisse tutta la volta di quel tempio , stata la-vorata , come si disse , da Andrea Tasi ; perché essendo in molti luoghiguasta , aveva bisogno d’ esser rassettata , e racconcia . Il che fece Aieslòcon amore, e diligenza , servendosi in ciò d'un edifizio di legname ,Getta architetto. c h e gli fece il Cecca z , il quale su il migliore architteto diquell’età.
Insegnò Aieslò il magisterio de’musaici a Domenico Ghirlandajo 3 , ilRitratto d'AleJsto. quale accanto a se poi lo ritrasse nella cappella de’ Tornabuoni in santaMaria Novella, nella storia dove Giovacchino è cacciato del tempio 4 ,nella figura d’ un vecchio raso con un capircelo rosso in testa. VisseA sesso anni ottanta, e quando cominciò ad avvicinarsi asta vecchiezza,come questo, che voleva poter con animo -quieto attender a gli studjdella sua professione, siccome fanno spesso molti uomini, si commisenello spedale dii. Paolo . E a cagione forse d’esservi ricevuto più volen-tieri ,
Si ritira in tino spe-dale .
S Questa pittura è benissimo conservata .a Che il Cecca non facesse > e non potessefare questi ponti, si c dimostrato a carte 341.nor.i. se forse il Vasari non errò negli annidella nascita di detto Cecca .
z Anche dall’cssere stato il Ghirlandaio (co-lare d’Alestìo si raccoglie , che non è giustol'anno della sua morte fissato nel 144S. cioètre anni avanti la nascita del ditto Càhir-landajo.
4 Allude a una istoria apocrifa . accennataanche nella Vita di Pietro Laurati a cart. 73.e di cui si parlerà più sotto nella vita di Do-menico Ghirlandaio. Il ritratto, che qui ac-cenna il Vasari, non è del Baldovinetti, madel padre del Ghirlandai» , come si dimostreràpiù sotto nelle note alla Vita del medesimi»Domenico.