Vita d’Andr. dal Cast. e di Dom.Ven. 36 1Signore contro di loro , ella sarebbe certo bellissima tra tutte le cosed Andrea ; al quale se la Natura avesse dato gentilezza nel colorire ,come ella gli diede invenzione , e disegno , egli sarebbe veramente lta-to tenuto maraviglioso • Dipinse in s. Maria del Fiore l’immagine diNiccolò da Tolentino a cavallo 1 ; e perché lavorandola , un fanciullo »che passava, dimenò la scala , egli venne in tanta collera , come bestia-le uomo , eh’ egli era, che sceso gli corse dietro insino al canto de' Paz-zi. Fece ancora nel cimiterio di s. Maria Nuova in fra Possa un santoAndrea , che piacque tanto , che gli fu fatto poi dipignere nel refetto-rio , dove i servigiali, ed altri ministri mangiano, la cena di Cristocon gli apostoli, per lo che , acquistato grazia con la case de’ Portina-ia , e con lo spedalingo, su datogli a dipignere una parte della cappel-la maggiore , essendo stata allogata P altra ad Alessio Baldovinetti, ela terza al molto allora celebrato pittore , Domenico da Venezia , il Huava modo di caU-quale era stato condotto a Firenze per lo nuovo modo , che egli aveva ”’■<■<*<;/<<><//Come-di colorire a oli o- Attendendo dunque ciascuno di costoro ali’ opera u ° *”'*■'*•sua, aveva Andrea grandissima invidia a Domenico , perché sebbene si invidi» d'Andrete-)conosceva più eccellente di lui nel disegno, aveva nondimeno per ma- ton ‘ro Domenica .le , che estendo forestiero , egli suste da' cittadini carezzato , e tratte-nuto ; e tanta ebbe forza in lui perciò la collera, e lo sdegno , che co-minciò andar pensendo o per una , 0 per altra via di levarselo dinan-zi . E perché e; a Andrea non meno sagace simulatore , che egregio pit-tore : allegro quando voleva nel volto, della lingua spedito 5 ed’ ani-mo stero , ed in ogni azione del corpo , così com’ era della mente ,risoluto ; ebbe così fatto animo con altri, come con Domenico, usan-do nel!’ opere de gli artefici di segnare nascosamente col graffiare dell'ugna, se errore vi conosceva. E quando nella sua giovanezza furono inqualche cosa biasimate P opere sue , fece a cotali biasimatori con per-cosse , ed altre ingiurie conoscere , che sepeva , e voleva sempre, inqualunque modo , vendicarsi delle ingiurie .
Ma per dire alcuna cosa di Domenico prima , che veniamoali’opera della cappella; avanti che veniste a Firenze, egli avevanella sagrestia di s. Maria di Loreto, in compagnia di Piero della Domenica dipinse inFrancesca, dipinto alcune cose con molta grazia, che P avevano setto ^ero.per fama , oltre quello che aveva fatto in altri luoghi ( come in_,
Perugia una camera in case de'Paglioni, che oggi è rovinata } conosce- i n Perugi*.
Tom.I. Z z re in
1 Eh rifiorita nel i 6 io. con gran diligen-«a > e perizia . Niccolò da Tolentino fu fattoDel 14}}. Generale de’ Fiorentini , e quandogli fu dato il bastone del comando, lionardoAretino fece rotazione in sua lode. Nel 14; 4.sii poi fatto prigione da Niccolò PiccininoGenerale del Duca di Milano J e vi mori se-condo il Poggio di veleno. La Repubblicaordinò , che se gli facesse il sepolcro di marmo
con questa iscrizione , che fi dovea inciderenella cassa: Hic quemsublimem in equo pi&umcernii Hicolaus est Toltntinus inclitus Dtixfiorentini exercitus . Ma 1 * iscrizione fu scrit-ta nel muro , e il sepolcro fu dipinto dal Ca-stagno , come era stata dipinta la statua eque-stre . V. il P. Ricba tom. ti. pag. 130. E ilMigliore c. 3;.