Palano episcopaleHi litnr-a -
Vortificur-ìone Hi essaatta .
Vii creato dei magi-strato .
Sua morte .
Suo ritratto .
faciliti l’ architet-tura .
Lorenzo Vecchietti .Prima orefice .
Suoi lavori Hi getto,che gli danno famagrande .
Sue ostri colorite,
376 Seconda Parte.
ne, che mise manco studio nella scultura, ma non però gli furono , nèsono state di manco onore , che le sculture gli potersi no esser state ; perle quali tutte cose su di maniera grato al detto duca Federigo , del qualfece il ritratto e in medaglia , e di pittura , che quando se ne tornò aSiena sua patria » si trovò non meno essere stato onorato, che benefica-to - Fece per Papa Pio IL tutti li disegni, e modelli del palazzo, e ve-scovado di Pienza, patria del detto Papa, e da lui fatta città, e delsuo nome chiamata Pienza, che prima era detta Corsignano; che furono»per quel luogo, magnifici, ed onorati quanto potessino essere : e cosìla forma, e fortificazione di detta città , ed insieme il palazzo, e log-gia pel medesimo Pontefice ; onde poi sèmpre viste onoratamente, efu nella sua città del supremo magistrato de’ signori onorato. Ma per-venuto finalmente ali’ età d’ anni 47. si mori. Furono le sue opere in-torno al 1480. Lasciò costui sito compagno, e carissimo amico JacopoCozzerello , il quale attese alla scultura, ed ali' architettura, e fecealcune figure di legno in Siena, e d’architettura in santa Maria Madda-lena suor della porta a Tufi, la quale rimase imperfetta per la suamorte ; e noi gli avemo per questo obbligo, che da lui si ebbe il ritrat-to di Francesco sopraddetto, il quale fece di sua mano . Il quale Fran-cesco merita, che gli sia avuto grande obbligo , per avere facilitato lecose d’ architettura , e recatole pisi giovamento , che alcun altro avessefatto da Filippo di ser Brunellefco insino al tempo suo .
FuSanese, e scultore similmente molto lodato Lorenzo di PieroVecchietti, il qual essendo prima stato orefice molto stimato, si diedefinalmente alla scultura , e a gettar di bronzo, nelle quali arti misetanto studio, che divenuto eccellente , gli fu dato a fare di bronzo iltabernacolo dell’ altar maggiore del duomo di Siena sua patria conquelli ornamenti di marmo, che ancor vi si veggiono - li qual getto ,che fu mirabile , gli acquistò nome , e riputazione grandissima per laproporzione, e grazia, eh’ egli ha in tutte le parti. E chi bene consi-dera questa opera, vede in essa buon disegno, e che 1’ artefice suo sugiudizioso , e pratico valentuomo . Fece il medesimo in un bel gettodi metallo per la cappella de’ pittori Sanesi, nello spedale grandedella Scala, un Cristo nudo, che tiene la croce in mano , d’altezzaquanto il vivo ; la qual opera, come venne benissimo nel getto, cosìfu rinetta con amore , e diligenza. Nella medesima casa , nel peregri-narlo è una storia dipinta da Lorenzo di colori, e sopra la porta dis. Gio. un arco con figure lavorate a fresco. Similmente , perché il bat-tesimo non era finito » vi lavorò alcune figurine di bronzo, evi finì purdi bronzo una storia cominciata già da Donatelle . Nel qual luogo ave-va ancora lavorato due storie di bronzo Jacopo della Fonte, la manieradel quale imitò sempre Lorenzo, quanto potette maggiormente. Il qualLorenzo condusse il detto battesimo ali’ ultima perfezione , ponendovi
anco-