Vita d*A«tonio , e Bernardo Rossellini . 381
fatte con bellissimi architettura, e utilissima ; estèndo disegnate inmodo, che erano difese , e coperte da tutti que’ venti , che sonopestiferi in Roma ; e levati via tutti gs impedimenti o d’acque , odi sastidj, che sogliono generar mal’ aria l . E tutto averebbe finito ogni ìJon esc£uite.poco più, che gli suste stato conceduto di vita , il detto Pontefice ; ilqual era d’ animo grande, e risoluto , e intendeva tanto , che nonmeno guidava , e reggeva gli artefici, eh’ eglino lui ; la qual cosa sa ,che le imprese grandi si conducono facilmente a fine , quando il padro-ne intende da per se , e come capace può risolvere subito ; dove unoirreiòluro , ed incapace nello star fra il sì, e il no , fra varj disegni,e opinioni, lascia pass-r molte volte inutilmente il tempo , sena’ ope-rare • Ma di questo disegno di Niccola non accade dire altro, dacchénon ebbe estètto . Voleva , oltre ciò, edificare il palazzo papale con pensieri interne altanta magnificenza, e grandezza , e con tante comodità , e vaghezza , palin.*.» Fa?aU .che e’ suste per 1’ uno e per 1’ altro conto il più bello, e maggior edi-fizio di cristianità ; volendo, che serviste, non solo alla persona delsommo Pontefice , capo de’cristiani, e non solo al sacro collegio de’cardinali; che estendo il suo consiglio , edajuto, gli arebbono a essersempre intorno ; ma che ancora vi stessine comodamente tutti i nego-zj, spedizioni, e giudizj della Corte, dove ridotti insieme tutti gli uffi-zj, e le Corti, arebbono fatto una magnificenza , e grandezza , e le que-sta voce si poteste usare in simili cose , una pompa incredibile , e cheè più infinitamente, aveva a ricevere Imperadori, Re, Duchi, ed altriPrincipi Cristiani, che o per faccende loro, o per divozione visitasseroquella santissima apostolica Sede E chi crederà, che egli volesse serviun teatro per le coronazioni de’ Pontefici ? Ed i giardini, logge, eacquidotti, fontane , cappelle, librerie , ed un conclave appartato bel-lissimo? Insomma questo( non fo se palazzo, castello, ocittà debbonominarlo ) sarebbe stata la più superba cosa , che mai suste stata fattadalla creazione del Mondo , per quello che si sa , insino a oggi. Chegrandezza sarebbe stata quella della s. Chiese Romana , veder il sommoPontefice, e capo di quella , avere, come in un famosissimo, e santissimomonasteri», raccolti tutti i ministri di Dio, che abitano la città di Roma !
Ed in quello, quasi un nuovo paradiso terrestre, vivere vita celeste,angelica, e santissima, con dare esempio a tutto il cristianesimo, eaccender gli animi de gl’Infedeli al vero culto di Dio , e di Gesù Cristobenedetto. Ma tanta opera rimase imperfetta, anzi quasi non comin- N on (empiti.ciata, per la morte di quel Pontefice, e quel poco, che n’è fatto,fi conosce ali’ arme sua, o che egli usava per arme, che erano duechiavi intraversete in campo rosso . La quinta delle cinque cose , che
il me-
2 Di questo Bernardo è il nome puro nell'Abeccdario pittorico , ma in diminutivo , es-sendo chiamato Bernardino , e poi nell’ Indi-ce è detto Bernardo • Il Baldioucci non nedice parola, e nè meno il Borghini ; e pure
da quel che dice qui di esso il Vasari ,che solfe uomo di gran considerazionetante > e tanto grandi fabbriche , allepose mano .