Vita di Gherardo. 423
taguto, moderno Ipedalingo di quel luogo, per rifarvi una porta prin-cipale della cala, e statovi fatto ridipignere da Francesco Brini pittoreFiorentino giovane, il restante di quella storia . Ma per tornare aGherardo , non sarebbe quasi stato possibile , che un maestro ben pra-tico aveste fatto, se non con molta fatica, e diligenza, quello , cheegli fece in quell’ opera benissimo lavorata in fresco. Nel medesimospedale miniò Gherardo per la chiesa una infinità di libri, e alcuni, Miniature ne' libri ,per santa Maria del Fiore di Fiorenza , ed alcuni altri per Mattia Cor- alcune per le re divino re di Ungheria ; 1 quali sopravvenuta la morte del detto re insie- Ungheria,me con altri di mano di Vanto , e d' altri maestri , che per lo dettore lavoravano in Fiorenza , furono pagati, e presi dal mag. Lorenzode' Medici , e posti nel numero di quelli tanto nominati , che_,preparavano per far la libreria , e poi da Papa Clemente VII. fufabbricata , e ora dal duca Cosimo si dà ordine di pubblicare . Ma dimaestro di minio , divenuto, come è si detto , pittore, oltre 1’opere Mire sue pitture.dette, fece in un gran cartone alcune figure grandi per i Vangelisti,che di musaico aveva a fare nella cappella di s. Zanobi. E prima , chegli solfe fatta fare dal magnifico Lorenzo de’ Medici 1’ allogazione didetta cappella, per mostrare, che intendeva la cosa del musaico , eche sapeva fare senza compagno , fece una testa grande di fan Zanobiquanto il vivo ; la quale rimase in s. Maria del Fiore , e si mette ne’giorni più solenni in soli' altare di detto santo , o in altro luogo , co-me cosa rara. Mentre , che Gherardo andava queste cose lavorando»furono recate in Fiorenza alcune stampe di maniera Tedesea fatte da Tratto dalla Mlet.*Martino 1 , e da Alberto Duro. Perché piacendogli molto quella sorta ** * a ^ cmed’intaglio , si mise col bolino a intagliare , e ritrasse alcune di quelle i averar g # bulino .carte benissimo , come si può veder in certi pezzi, che ne fono nel no-stro libro insieme con alcuni disegni di mano del medesimo. DipinseGherardo molti quadri, che furono mandati di fuori, de’ quali unon’è in Bologna nella chiese di s. Domenico alla cappella di senta Cu- suoi quadri in t.ve.renna da Siena , dentrovi essa Santa benissimo dipinta 2 . E in s. Marco genico di Bologna ,di Firenze fece sopra la tavola del perdono un mezzo tondo pieno di fi- Ft *
gure molto graziose 3 . Ma quanto sodisfaceva costui agli altri, tanto me-no sodisfaceva a se in tutte le cose, eccetto nel musaico ; nella qual sortedi pittura fu piuttosto concorrente , che compagno a Domenico Ghir-landaio . E se sofie più lungamente vivuto, sarebbe in quello divenutoeccellentissimo, perché vi durava fatica volentieri, e aveva trovato ingran parte i segreti buoni di quell’ arte. Vogliono alcuni, che Atta-vante altrimenti Vante zniniator Fiorentino, del quale si è ragionato
di
1 Credo, che voglia dire il Bonmartino } Anche questa pittura non è più inchiesti
celebratiflîmo intagliatore , e maestro , sccon- tolta via con molte altre , delle quali fa me-sto alcuni , d’Alberto Duro. moria il Bocchi, e il Lineili nelle Bellez-
2 Tolta via la tavola del Gherardi ve n’ e re di Firenze , tra portate in varj luoghi deluna di Francesco Brizio scolare di Lodovico Convento.
Caracci.