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Tomo primo.
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426
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'Applicato a sur ti.tratti .

Sue opere in sirene .

Storie della vita di3. francese ».

426 Seconda Parte.

arte dell orefice, non piacendogli quella, non restò di continuo didisegnare. Perché essendo egli dotato dalla Natura duno spirito per-fetto} edun gusto mirabile, e giudizioso nella pittura ; quantunqueorafo nella sua fanciullezza fosse , sempre al disegno attendendo, ven-ne pronto, e presto , e facile , che molti dicono, che mentre cheali orefice dimorava, ritraendo ogni persona, che da bottega passava,li faceva subito somigliare , come ne sanno fede ancora nelloperesue infiniti ritratti, che sono di similitudini vivissime. Furono le sueprime pitture in Ognissanti la cappella de Vespucci, dov è un Cristomorto, ed alcuni Santi , e sopra uno arco una Misericordia , nellaquale è il ritratto di Amerigo Vespucci, che fece le navigazioni dellIndie 1 : e nel refettorio di detto luogo fece un cenacolo a fresco .Dipinse in s. Croce ali entrata della chiesa a man destra la storia di sanPaolino 2 ; onde acquistando fama grandissima , e in credito venuto , aFrancesco Sassetti lavorò in s. Trinità una cappella con istorie di fanFrancesco ; la quale opera è mirabilmente condotta 3 , e da lui congrazia, con pulitezza, e con amor lavorata. In questa contraffeceegli, e ritrasse il ponte a s. Trinità col palazzo de gli Spini, fingen-do nella prima faccia la storia di s. Francesco, quando apparisce in aria ,e resuscita quel fanciullo. Dove si vede in quelle donne, che lo veg-gono risuscitare, il dolore della morte nel portarlo alla sepoltura ,e lallegrezza, e la maraviglia nella sua resurrezione. Contraffècevii frati, che escon di chiesa co becchini 'dietro alla croce per sotter-rarlo, fatti molto naturalmente. E così altre figure, che si maravi-gliano di quello effetto , che non danno altrui poco piacere ; dovesono ritratti Maso degli Albizzi, Messer Agnolo Acciajuoli, MesserPalla Strozzi, notabili cittadini, e nelle istorie di quelle città affainominati. In un altra fece , quando s. Francesco presente il vicario ri-fiuta la eredità a Pietro Bemardone suo padre : e piglia labito di sacco,cignendosi con la corda. E nella faccia del mezzo, quando egli va aRoma a Papa Onorio , e fa confermar la regola sua, presentando diGennajo le rosea quel Pontefice ; nella quale storia finse la sàia delconcistoro cocardinali, che sedevano intorno: e certe scale , chesalivano in quella ; accennando certe mezze figure ritratte di naturale ,e accomodandovi ordini dappoggiatoi per la salita ; e fra quelli ri-trasse il magn.Lorenzo vecchio de Medici. Dipinsevi medesimamente,quando s. Francesco riceve le stimate : e nella ultima fece, quando egliè morto, e che i frati lo piangono ; dove si vede un frate , che gli baciale mani ; il quale effètto non si può esprimer meglio nella pittura ;senza che e v è un vescovo parato con gli occhiali al naso, che gli

canta

1 Nel rimodernare quella cappella , ora ci, che vi aveva fatto Domenico .dedicata al.nome di Gesù > e che nel 161C. a Anche queste pitture fono perite .fu ceduta a signori Baldovinetti, fu dato di } Le pitture di questa cappella erano beabianco alle pitture del Grillandajo > in che è conservate, ma hanno perduto molto nel vo-da compiangere il ritratto dAraerigo Vcspuc- lerle ripulire