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Tomo primo.
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Vita di Domenico Ghirlandajo. 433

che mostra apertamente la virtù di Domenico insieme con le dette pit-ture . Condussi: a tempera la tavola isolata tutta » e le altre figure ,che sono ne sei quadri, che oltre alla nostra Donna , che siede in ariacol figliuolo in collo , e gli altri Santi, che gli sono intorno , oltrail san Lorenzo » ed il san Stefano, che sono interamente vive ; alsan Vincenzo , e san Pietro martire non manca se non la parola - Ve-ro è > che di questa tavola ne rimase imperfetta una parte mediante lamorte stia ; perché avendo egli già tiratola tanto innanzi , che e nonle mancava altro , che il finire certe figure dalla banda di dietro , do-ve è la resurrezione di Cristo , e tre figure , che sono in que' quadri ;finirono poi il tutto Benedetto , e Davitte Ghirlandai siioi fratelli.Questa cappella fu tenuta cosa Bellissima 1 , grande , garbata , e va-ga per la vivacità de colori, per la pratica, e pulitezza del maneg-giargli nel muro , e per il poco essere stati ritocchi a secco , oltra lainvenzione , e collocazione delle cose . E certamente ne merita Do-menico lode grandissima per ogni conto, e massimamente per la vivez-za delle teste , le quali per essere ritratte di naturale rappresentano, achi verrà , le vivissime effigie di molte persone segnalate > E pel me-desimo Giovanni Tornabuoni dipinse al Casio Maccheresti sua villa,poco lontano dalla città , una cappella in sul fiume di Terzolle , oggimezza rovinata per la vicinità dei fiume : la quale, ancorché statamolti anni scoperta , e continuamente bagnata dalle piogge , ed arsada Soli, si è difesa in modo , che pare stata al coperto : tanto vale illavorare in fresco , quando è lavorato bene , e con giudizio, e nonritocco a secco. Fece ancora nel palazzo della Signoria , nella sala do-ve è il maraviglioso orologio di Lorenzo desta Volpaja 2 , molte figuredi Santi Fiorentini con bellissimi adornamenti. E tanto fu amico dellavorare » e di satisfare a ognuno, che egli aveva commesso a gar-zoni , che e si accettasse qualunque lavoro , che capitaste a bottega, sebene fu stèro cerchi da paniere di donne ; perché non gli volendo sereessi , gli dipanerebbe da se, acciochè nessuno si partisse scontentodalla sua bottega Dolevasi bene , quando aveva cure famigliari, e perquesto dette a David suo fratello ogni peso di spendere,dicendogli : La-scia lavorare a me , e tu provvedi, che ora , che io ho cominciato a co-noscere il modo di quest arte , mi duole , che non mi sia allogato a di-pignere a storie il circuito di tutte le mura della città di Fiorenza ;mostrando così animo invittissimo , e risoluto in ogni azione . Lavoròa Lucca in san Martino una tavola di san Pietro, e lan Paolo. Alla ba-dia di Settimo suor di Fiorenza lavorò la facciata della maggior cappel-Tom.I. I i i la a

1 E' propriamente un danno > che tutte si chiama la sala de gigli ; dove le pitturequeste storie non sieno stare intagliare » per di Domenico son ben conservate , se si confi-vedere il progresso di quest arte > e ai per- deri la loro antichità . Quivi pure è una suachè molto vi sarebbe da apprendere da chi se tavola, in cui c espressa una Madonna colbc sapesse servire. bambino Cciù , c alcuni Santi Fiorentini ,

* Tolto via questo orologio, quella sala

Tavola rimasi* $m*persiti* , e compiutada'suoi sfattili .

Cappella in un» vil-la.

Pitture nel paltt.itdella Signoria .

Tson risiati mai la-voro.

Suoi lavori in Lac-ca , sul Fiorentino .