Vita d’Antonio" e Piero Pollàjìtoet. 441
assai chiaramente dimostrano l'ingegno, e la considerazione, che_>egli aveva posto in quest’ opera , la qual su certamente conosciuta daAntonio Pucci, che gli donò per questo 300. scudi, affermando, chenon gli pagava appena i colori , e fu finita 1 ’ anno 1478- Crebbeglidunque da questo 1 ' animo j e a fan Miniato fra le torri suor dellaporta , dipinse un san Cristosairo di diepi braccia ; colà molto bel-la 1 j e modernamente lavorata ; e di quella grandezza fu la più pro-porzionata figura , che suste stata fatta fino a quel tempo. Foi fece intel a un Crocifisso con sant’An tonino } il quale è posto alla stia cappellain lan Marco 2 . In palazzo della Signoria di Firenze lavorò alla por-ta della catena un san Gio. Batista : e in casa Medici dipinse a Lorenzovecchio tre Ercoli in tre quadri, che sono di cinque braccia , P uro de’quali scoppia Anteo » figura bellissima - nella quale propriamente si ve- selle Attitudini imi-de la forza d’Ercole nello strignere 5 che i muscoli della figura , ed inervi di quella sono tutti raccolti per far crepare Anteo . E nella testadi estò Ercole si conosce il digrignare de' denti accordato in manieracon l'altre parti » che sino alle dita de’piedi s'alzano per la forza.
Nè usò punto minore avvertenza in Anteo, che stretto dalle bracciad’ Ercole , si vede mancare , e perdere ogni vigore , ed a bocca aper-ta rendere lo spirito. L’altro ammazzando il leone, gli appunta il gi-nocchio sinistro al petto , e afferrata la {bocca del leone con amendue lesue mani, serrando i denti, e ftentendo le braccia lo apre, e sbarra perviva forza; ancoraché la fiera per sua difesa con gli unghioni mala-mente gli graffi le braccia. Il terzo , che ammazza l’Idra, è veramentecosa maravigliosa » e massimamente il serpente , il colorito del qualecosi vivo fece , e sì propriamente , che più vivo far non si può . Quivisi vede il veleno j il fuoco, la ferocità, l'ira con tanta prontezza,che merita esser celebrato , e da' buoni artefici in ciò grandemente imi-tato. Alla compagnia di s. Angelo in Arezzo fece da un lato un Cro-cifisso , e dall’ altro in sul drappo a olio. un fan Michele , che combattecol serpe , tanto bello , quanto cosa , che di sua mano si posta vedere ;perché v' è la figura del s. Michele , che con una bravura affronta ilserpente , .stringendo i denti, ed increspando le ciglia, che veramentepare disceso dal cielo per far la vendetta di Dio contra la superbia diLucifero , ed é certo cosa maravigliosa . Egli s'intese de gì' ignudi più Tratte* sopra tuttiTcm.I. K k k mo- del Attigner ignudi.
1 Pochi anni sono avendo patito ftr esse-re esposto ali'acque » su ritocco malamente >e poi siorpiaramcnre quasi rifatto, e ora nonse ne può far più conto veruno . Pel reso erabellissima figura , e vogliono, che da «fio iltonarrori ricavasse la positura reale del suoDavid gigantesco , clic di marmo sia avantialla porta di palazzo vecchio . Almeno ilBaldinupci Dee. 0 . pan. a del see- z a e- » > 7.dice , che lo disegnò più volte in sita gio»venti,.
a Nel rifar la cappella eoi disegno di Gio.Bologna ornandola disiarne, bsflìrilievi, cpitture e incrofìardula di marmi , fu levatala tavola del Pollajolo , e pollavcne una d’A-h riandrò Allori . la detta tavola del rolla-jolo forse sarà in cala Salvia» , che fecero I»spesa, e rimasero padroni della cappella de-ferirla dal Propello Goti, e stampata in Fi-renze .