Vita di Sandro Botticello. 44$v
cominciò un’ Affinità con un coro ci' angeli, ma poi non gli piacendola lasciò imperfetta - In z- Francesco di Montevarchi fece la tavola dell’altar maggiore : e nella pieve d'Empoli da quella banda, dove è ils. Falliano del Rossellino » fece due angeli. E su egli de’primi, chetrovasse di lavorare gli stendardi, ed altre drapperie, come si dice , di Fu de'primi apigmcommesso, perché i colori non istinghino, e mostrino da ogni banda il nt ' dr *Pt‘'colore del drappo. E di sua mano così fatto è il baldacchino d’ Or-sanmichele , pieno di nostre Donne tutte variate , e belle ; il che di-mostra , quanto, cotal modo di fare, meglio conservi il drappo , che nonfanno i mordenti, che lo ricidono» e dannogli poca vita, sebbeneper manco spesa è più in uso oggi il mordente, che altro. DisegnòSandro bene fuor di modo , e tanto , che dopo lui un pezzo s’inge- Sua eeeellenta nelgnarono gli artefici d’avere de’suoi disegni; e noi nel nostro libro disegno .n’ abbiamo alcuni, che son fatti con molta pratica , e giudizio. Fucopioso di figure nelle storie , come si può veder ne’ricami del fregiodella croce , che portano a processione i frati di s. Maria Novella , tuttodi suo disegno Meritò dunque Sandro gran lode in tutte le pitture ,che fece , nelle quali volle mettere diligenza , e farle con amore , comefece la detta tavola de’Magi di s. Maria Novella 1 , la quale è maravi-gliosa . E’ molto bello ancora un picciol tondo di sua mano , che si vedenella camera del priore de gli Angeli di Firenze , di figure piccole ,ma graziose molto, esatte con bella considerazione. Della medesimagrandezza , che è la detta tavola de’ Magi, n’ ha una di mano del me-desimo Messer Fabio Segni gentiluomo Fiorentino , nella quale è di-pinta la Calunnia d’Apelle , bella quanto posta essere . Sotto la qualetavola , la quale egli stesso donò ad Antonio Segni suo amicissimo» si leg-gono oggi questi versi di detto Meslèr Fabio :
Indicio quemquam ne falso ledere tententTerrarum reges , parva tabella monet .
Huicfìmilem Mgypti regi donavit Apelles :
Rex fuit , b dignus miniere : mutnts eo .
Tom-L L 1 1
i Di questa tavola non se ne sa più niente, e non ne fa menzione il Lineili, uc il dili-•cotiffimo l>> Kieaiooi.j.icaion. j,
Versi di Tabi» Segniper una tavola diSandro .
VITA