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Tomo primo.
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Vita di Bernardino Pinturicchio. 479

Angelo dipinse infinite stanze a grottesche 3 ma nel torrione da basso lavóri in eajlelsant*nel giardino fece istorie di Papa Alessandro , e vi ritrassi? flabelliregina cattolica , Niccolò Orlino conte di Pitigliano , GianjacomoTrivulzi con molti altri parenti, e amici di detto Papa, e in parti-colare Cesare Borgia, il fratello, e le sorelle , e molti virtuosi di quetempi. A Monte olivete di Napoli alla cappella di Paolo Tolosa è di a Monte oliveta dimano del Pinturicchio una tavola d' un' Assunta. Pece costui infinite lasele.altre opere per tutta Italia, che per non essere molto eccellenti, madi pratica j le porrò in silenzio . Usava dire il Pinturicchio » che ilmaggior rilievo , che possa dare un pittore alle figure , era 1 avereda se senza saperne grado a' Principi, o ad altri. Lavorò anco in in Perugia .Perugia , ma poche colè 1 - In Araceli dipinse la cappella di s. Bernal- /» Roma .dino 2 » e in s. Maria del Popolo j dove abbiam detto» che fece le duecappelle , fece nella volta della cappella maggiore i quattro Dottoridella chiesa . Essendo poi alietà di 59. anni pervenuto » gli fu dato afare in s.Francesco di Siena in una tavola una Natività di nostra Donna» Tavola in Siena.alla qual avendo mesto mano , gli consegnarono i frati una cameraper suo abitare ; e gliele diedero » siccome volle, vacua, e speditadel tutto , salvo che d un castònacòio grande , e antico, perché pa-reva loro troppo sconcio a tramutarlo. Ma Pinturicchio » come stia - Cagione curiosa dillano » e fantastico uomo, che egli era , ne fece tanto romore, e tante /«<* mette .volte , che i frati finalmente si misero per disperati a levarlo via. Efu tanta la loro ventura , che nel cavarlo fuori si ruppe un asse » nellaquale erano 500. ducati doro di camera ; della qual cosa prese_,

Pinturicchio tanto dispiacere , e tanto ebbe a male il bene di que po-veri frati » che più non si potrebbe pensare; e se naccorò di manie-ra» non mai pensando ad altro » che di quello si morì. Furono le sue ^

pitture circa Panno 1513. Fu luo compagno» e amico» sebbene erapiù vecchio di lui, Benedetto Buonfiglio pittore Perugino » il quale Benedetto Buonjglhmolte cole lavorò in Roma nel palazzo del Papa con altri maestri. Ed in Perugino pittore', ePerugia sua patria fece nella cappella della signoria istorie della vita di f ue efere»s. Ercolino vescovo» e protettore di quella città: e nella medesimaalcuni miracoli fatti da s. Lodovico . In s. Domenico dipinse in unatavola a tempera la storia de Magi » e in un altra molti Santi. Nellachiesa di s. Bernardino dipinse un Cristo in aria con estò s. Bernardino ,ed un popolo da basto - Iniomma fu costui assai stimato nella sua patria»innanzi che veniste in cognizione Pietro Perugino . Fu similmente

amico

I II Morelli nella descrizione delle plttu- Castello » e da Luca Signorclli ; ma è da cre-re di Perugia fa menzione d* una tavola in der più al Vasari , e a Giulio Mancini Libilo»î. Caterina di Perugia , dove è rappresenta- thec. Alter. num iaa8. e al P. Casimiro Ro-ta la detta , ed altre Sante : e in s. Maria de- mano nelle Memorie della chiesa dAraceli agli Angioli detta desosti decanonici Late- care. 37. è maraviglia , che il Titi abbiarancasi nomina Ja tavola dell.Itar maggiore, scambiato , perché attribuì questa cappellain cui è la Madonna, e altri Santi. a Cesarini, onde *ebbe a correggere nelle

1 Questa è la cappella Eufalini , che il edizioni posteriori,

Titi dice, essere stata dipinta da Niccolò da