30 Terza Parte.
tanto principe ; le quali opere vedendo Giulio Romano, dille , nonaver mai veduto colorito neflimo? eh’aggiugnestè a quel legno. L’unoera una Leda ignuda? e 1’ altro una Venere ? sì di morbidezza colo-rito j e d'ombre di carne lavorate ? che non parevano colorì, macarni. Era in una un paese mirabile ? nè mai Lombardo fu ? che me»glio facesse queste cose di lui ? e olirà di ciò ? capelli si leggiadri diKel dipignirt patfi colore ? e con finita pulitezza sfilati ? e condotti, che meglio di quel-supera ogni Lembar- li non si può vedere . Eranvi alcuni Amori? che delle saette facevano* ' prova fu una pietra ? ch’erano d’oro ? e di piombo ? lavorati con bello
artificio : e quel che più grazia donava alla Venere ? era un’ acquachiarissima ? e limpida ? che correva fra alcuni sassi ? e bagnavan piedidi quella ? e quasi nessuno ne occupava ; onde nello scorgere quellacandidezza con quella dilicatezza ? faceva agli occhi compassione nelvedere . Perché certissimamente Antonio meritò ogni grado ? e ognionore vivo ? e con le voci ? e con gli scritti ogni gloria dopo la morte.Dipinse ancora in Modena una tavola d’una Madonna? tenuta datutti i pittori in pregio ? e per la miglior pittura di quella città InFa uà quadre per Bologna parimente è di sua mano in casa gli Ercolani ? genriluo-hudona . mini Bolognesi ? un Cristo ? che nel!' orto appare a Maria Maddale-
na ? cosa molto bella. In Reggio era un quadro bellissimo ? e raro ?che non è molto ? che pastàndo M. Luciano Pallavigino ? il quale mol-to si diletta delle cose belle di pittura ? e vedendolo ? non guardò aspesa di danari ; e come avesse comperato una gioja ? lo mandò a Ge-nova nella cala sua . E' in Reggio medesimamente una tavola ? drento-vi una natività di Cristo 1 ? ove , partendosi c,a quello? uno splendore»fa lume a' pastori ? e intorno alle figure ? che lo contemplano. E framolte considerazioni avute in questo soggetto ? vi è una femmina ■? chevolendo fisamente guardare verso Cristo ? e per non potere gli occhimortali fostèrire la luce della sita divinità ? che con i raggi par? che per-cuota quella figura ? si mette la mano dinnanzi agli occhi ? tanto beneespressa? che è una maraviglia . Evvi un coro d’ angeli sopra la capan-na ? che cantano ? che son tanto ben fatti ? che par ? che siano piuttostopiovuti dal cielo» che fatti dalla mano d’un pittore » E' nella medesi-ma città un quadretto di grandezza d' un piede ? la più rara ? e bellacosa ? che si posta vedere di suo » di figure piccole ? nel quale è unCristo .nelf orto ? pittura finta di notte ? dove 1’angelo apparendoglicol lume del suo splendore ? sa lume a Cristo ? che è tanto simile al»vero ? che non si può nè immaginare » nè esprimere meglio - Giuso a piedel monte in un piano si veggono tre apostoli » che dormono ? sopraquali fa ombra il monte » dove Cristo ora, che dà una forza a quelle
figure ?
i Questa tavola eccellentissima è ora in Dresda nella Galleria del redi Pollonia.