Vita di Bramante da Urbino. 49
E così refoluto il Papa di dar principio alla grandissima , e terribilissi-ma fabbrica di s. Pietro , ne fece rovinare la metà , e postovi mano ,con animo , che di bellezza, arte, invenzione, e ordine, così digrandezza , come di ricchezza , e d' ornamento , avessi a passere tutteìe fabbriche , eh' erano state fatte in quella città dalla potenza di quel-la repubblica 5 e dall' arte , ed ingegno di tanti valorosi maestri, conla solita prestezza la sondò, ed innanzi alla morte del Papa , e sua,la tirò alta lino alla cornice, dove fono gli archi a tutti i quattropilastri, e voltò quelli con lomma prestezza, e arte. Fece ancoravolgere la cappella principale , dove è la nicchia, attendendo insie-me a far tirare innanzi la cappella, che si chiama del re di Francia .
Egli trovò in tal lavoro il modo del buttar le volte con le cassedi legno, che intagliate vengano co’ suoi fregi, e fogliami di mi-stura di calce : e mostrò ne gli archi, che sono in tale edificio , il mo-do del voltargli con i ponti impiccati, come abbiamo veduto seguitarepoi con la medesima invenzione da Antonio da s. Gallo. Vedesi inquella parte , eh’è finita di suo, la cornice, che rigira attorno didentro, correre in modo con grazia , che il disegno di quella non puònessuna mano meglio in essa levare, e sminuire. Si vede ne’suoi ca-pitelli , che sono a foglie d’ ulivo di dentro , ed in tutta l’opera Do-rica , di fuori stranamente bellissima , di quanta terribilità fosse l’ani-mo di Bramante ; che in vero s’egli avesse avuto le forze eguali ali’ingegno, di che aveva adorno lo spirito , certissimamente avrebbefatte cose inaudite più , che non fece ; perché oggi quest’ opera , co-me si dirà a’ suoi luoghi, è stata dopo la morte sua molto travagliatada gli architettori 1 , e talmente , che si può dire, che da quattroarchi in fuori, che reggono la tribuna , non vi sia rimasto altro di suo ;perché Raffaello da Urbino, e Giuliano da s. Gallo esecutori, dopo lamorte di Giulio IL , di quell’ opera, insieme con fra Giocondo Vero-nese , vollero cominciare ad alterarla , e dopo la morte di questi,Baldassai e Peruzzi, facendo, nella crociera verso Camposanto, la cap-pella del re di Francia , alterò quell’ ordine, e sotto Paolo III. Anto-nio da s. Gallo lo mutò tutto : e poi Michelagnolo Ronarruoti ha tol-to via le tante opinioni, e spese superflue , riducendolo a quella bel-lezza , e perfezione , che nessuno di questi ci pensò mai, venendotutto dal disegno , e giudizio sito, ancorch’ egli dicesse a me parecchievolte, eh’ era esecutore del disegno, ed ordine di Bramante, atteso-ché coloro , che piantano la prima volta un edifizio grande , son quel-li gli autori 2 . Apparve smisurato il concetto di Bramante in questaP-IIL G opera,
1 Ed è molto più stata travagliata Tedi, tutto in isola, e incrostato
dopo la morte di Giorgio fino a’ di esternamente di pietre bianche ta-nostri. Vedi i Dialoghi sopra le tre gliate, simili al marmo di Tivoli conarti a cart. 97. e seg. una gran cupola nel mezzo di croce
2 Fece Bramante, per quanto ap- Greca , che pare il modello di s. Pie-pare, un tempio fuori delle mura di tro.
tfttevttar volte
Fabbrica
alterata