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Tomo secondo.
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104 Terza Parte.

ti. Avvenne adunque in questo tempo, che Michelagnolo fece al Papanella cappella quel romore , e paura , di che parleremo nella Vita lira,onde fu sforzato fuggirsi a Fiorenza ; per il che avendo Bramante lachiave della cappella , a Raffaello , come amico , la fece vedere , ac-ciocché i modi di Michelagnolo comprendere potesse . Onde tal vistaìftìa in s. Agostino , fu cagione , che in sant’Agostino sopra la sant’Anna d’Andrea San-C fe °^pi'u bovino , in Roma , Raffaello subito rifacesse di nuovo lo Efaia profeta ,Raffaello, che ci si vede , che di già f aveva finito . Nella quale opera , per le

cose vedute di Michelagnolo , migliorò , ed ingrandì fuor di modo lamaniera 1 , e diedele più maestà ; perché nel veder poi Michelagnolol’opera di Raffaello , pensò , che Bramante , com’ era vero , gli aves-se fatto quel male innanzi, per fare utile , e nome a Raffaello . AIquale , Agostino (strisi Sanefe , ricchissimo mercante , e di tutti gli uo-mini virtuosi amicissimo , fece non molto dopo allogazione d’ una cap-pella ; e ciò per avergli poco innanzi Raffaello dipinto in una loggiadel suo palazzo, oggi detto i (strisi in Trastevere , con dolcissima ma-niera una Galatea 2 nel mare sopra un carro tirato da due delfini, acui fono intorno i Tritoni , e molti Dei marini. Avendo dunque fattoRaffaello il cartone per la detta cappella , la qual’ è ali' entrata dellachiesa di santa Maria della Pace a man destra , entrando in chiesa perla porta principale , la condusse , lavorata in fresco , della maniera nuo-va alquanto più magnifica» e grande, che non era la prima. FiguiòRaffaello in questa pittura, avanti che la cappella di Michelagnolosi discoprisse pubblicamente, avendola nondimeno veduta, alcuni pro-feti , e sibille , che nel vero delle sire cose è tenuta la migliore , e frale tante belle , bellissima ; perché nelle femmine , e nei i fanciulli,che vi sono , si vede grandissima vivacità , e colorito perfetto ; e quest’opera 3 lo se stimar grandemente vivo , e morto per essere la più

rara ,

i II Bellori sostiene, che non siavero, che Raffaello apprendesse dalBonarroti a ingrandire la maniera.Ma il signor Canonico Luigi Crespifigliuolo del celebre pittore Giusep-pe detto lo Spagnolette , ed egli pu-re dilettandosi per suo divertimentodi maneggiar eruditamente i pen-nelli , ha difeso Giorgio Vasari egre-giamente in tre lettere stampate nelfecondo tomo tra le pittoriche . Masenz’ altro al solo veder questo pro-feta vi si ravvisa la maniera del Bo-narroti .

2 La Galatea su intagliata da Mar-cantonio , che è carta rarissima. Fuanche rimagliata più volte da altriintagliatoli in rame , e fra gli altri

dal Goltzio nel" anno 1592.

3 E’ guasta malamente per esserestata ritoccata . Gran peste della pit-tura è l’ignoranza di chi sa por ma-no sulle vecchie opere, e gran te-merità di chi ve la pone J Nè da que-sta peste le salva 1' eccellenza , nèil credito , nè la fama costante , e u-niversale di chi prima le dipinse, nèverun altro riparo . Contro questomalore si parla molto ne’ Dialoghistampati in Lucca pel Benedirsi nel1754. GiacomoFreg voleva intaglia-re queste pitture , e avremmo avutoun bello intaglio, ma ne tolse il pen-siero dopo, che le vide guaste . Unintaglio, cht ne abbiamo, è poc»felice.