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Tomo secondo.
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134 Terza Parte.

di qualche disegno j che gli bisognasse» egli lasciava 1*opera sua perTtr soccorrer altr! di sovvenirlo . E sempre tenne infiniti in opera» aiutandoli» e insegnan-d‘s'£ ni l*sct*va 1' --- ] oro con q ue ]p amor e , che non ad artefici, ma a figliuoli propri ^e F r ' conveniva . Per la qual cagione si vedeva » che non andava mai a Corte »

che partendo di casa non avesse seco cinquanta pittori , tutti valenti >e buoni, che gli facevano compagnia per onorarlo . Egli insomma nonvisse da pittore , ma da principe ; per il che , o Arte della pittura ,tu pur ti potevi allora stimare seliciilima > avendo un tuo artefice , chedi virtù » e di costumi t’ alzava sopra il cielo ! Beata veramente ti po-tevi chiamare » da che per l’orme di tanto uomo, hanno pur visto gliallievi tuoi, come si vive , e che importi P avere accompagnato insie-me arte , e virtute » le quali in Raffaello congiunte , potette sforzareGiulio n.e leone x. la grandezza di Giulio II. e la generosità di Leone X. nel sommo gra-l’ amarono singolar . do » e dignità » eh’ egli erano , a farselo samigliarilîìmo , e usarli ognimentt% forte di liberalità , talché potè col favore , e con le facoltà, che gli

diedero » fare a se » e ali’ arte grandillimo onore . Beato ancora si puòdire » chi, stando a’ scoi servigi, sotto lui operò » perché ritrovo chiun-que , che lo imitò » essersi a onesto porto ridotto ; e così quelli, cheimiteranno le sue fatiche nell’ arte , saranno onorati dal Mondo , ene’ costumi fanti, lui somigliando » remunerati dal cielo. Ebbe Raffael-lo dal Bembo questo epitaffio :

D. O. M.

Raphaeli Sanclio foan. F UrbinatepiBori eminentiss. veterumque *emulo ,cujus fpiranteis prope imagineis fi

contemplere , natura atque artis feedus fatile infpexeris .fulii IL & Leonis X. Pont. Max. piBuneet architeB. operìbus gloriam auxit .

Vixit A- xxxvn. integer integros .quo die natus eft , eo ejfe desiit.

VIL Id. Aprii. mdxx.

lile hic eli Raphael , timuit quo [ospite linciRemin maona parens » (si moriente mori 1 •

Ed il

i Sotto questo epitaffio fu posto medesimo Raffaello, scultura di Pao-dipoi anche il seguente, quando vi lo Naldini:su collocato il busto di marmo del

Ut uideant posteri orti dee ut ac venustatem cujusguatias mentemq. caelestem in piBuris admiranturRaphaehs Sanciti Urbinatis piBornm principisin tumulo fpirantem ex marmore vultumCarolus Marattus tam eximii viri memoriam veneratusad perpetuum virtutis exemplar , (si incitainentump. an. mdclxxiv.