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Tomo secondo.
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Vita di Domenico Pulico. 155

ed un « Piero martire Nel castello dAnghiari fece in una Compa-gnia un deposto di croce » che fi può fra le sue migliori opere anno-verare . Ma perché fu pii» fu- protèstione attendere a quadri di nostre tj en fi diletti d'impie-Donne» ritratti» ed altre tene , che a cose grandi, consumò quali garfiitfpre pandi.tutto il tempo in quelle . E segli avesse seguitato 1- fatiche dell arte,e non piuttosto i piaceri del Mondo , come fece » arebbe fatto senaalcun dubbio molto profitto nella pittura , e massimamente avendoloAndrea del Sarto suo amicissimo ajutato in molte cose di disegni, edi consiglio ; onde molt opere di costui fi veggono non meno ben di-segnate , che colorite con bella » e buona maniera . Ma l'avere persuo uso Domenico non volere durare molta fatica , e lavorare più perfar opere » e guadagnare , che per fama , fu cagione , che non,,passò più oltre , perché praticando con persole allegre , e di buontempo , e con musici, e con femmine » seguitando certi tuoi amori, simorì danni Z2. Tanno 1527 - per avere prese la peste in case d'una sua Mance vìvere d'innamorata . Furono da costui i colori con buona , ed unita maniera Mai **adoperati» che per questo merita più lode » che per altro . Fu sito disce-polo fra gli altri Domenico Beceri Fiorentino» il quale addoperando 11 Beceri suo allievi .i colori pulitamente » con bonissima maniera conduce T opere sue . »

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VITA