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Tomo secondo.
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i7§ Terza Parte.

rimente in casa di Messer Lindo Altoviti aèdi mano del medesi-mo un cammino , ed un acquajo di macigno, con alcun’ altre cosemolto sottilmente lavorate; ma quanto appartiene ali’architettu-ra a col disegno di Jacopo Sansovino allora giovane - L’ annostpohredi Tutto So- p Q j l ^ l2 . essendo fatta allogazione a Benedetto d’ una sepolturacon ogni compitezza. dl marmo con ricco ornamento nella cappella maggiore del tar-mine di Firenze , per Piero Soderini 1 , stato gonfaloniere inFiorenza, fu quella opera con incredibile diligenza da lui lavo-rata ; perché , oltre a i fogliami, ed intagli di morte , e figure , vifece di bastò rilievo un padiglione a ufo di panno nero , di para-gone , con tanta grazia , e con tanto bel pulimento , e lustro ,che quella pietra pare più tosto un bellissimo raso nero, che pie-tra di paragone. E per dirlo brevemente, tutto quello , che èdi mano di Benedetto in tutta quest’opera, non si può tanto lo-dare , che non sia poco . E perché attese anco ali’ architettura ,si rassettò col disegno di Benedetto a s. Apostolo di Firenze-,la casa di Messer Oddo Altoviti patrone , e priore di quellachiesa ; e Benedetto vi fece di marmo la porta principale , esopra la porta della casa 1 ’ arme de gli Altoviti di pietra dimacigno , ed in essa il lupo scorticato , secco , e tanto spiccatoattorno, che par quasi disgiunto dal corpo dell’ arme , con alcu-ni svolazzi trasforati , e così sottili , che non di pietra , ma_»pajono di sottilissima carta . Nella medesima chiesa fece Bene-detto sopra le due cappelle di Messer Lindo Altoviti , dove Gior-gio Vafàri Aretino dipinse a olio la tavola della Concezione, lasepoltura di marmo del detto Messer Oddo, con un ornamentointorno, pieno di lodatissimi fogliami, e la cassa parimente bellis.fece a eonc»rrtnt.a sima . Lavorò ancora Benedetto a concorrenza di Jacopo Sanso-à vino , e di Laccio Bandinelli , come si è detto , uno de gli Apo-Itoli di quattro braccia , e mezzo , per s. Maria del Fiore, cioè uns. Giovanni Evangelista , che è figura assai ragionevole , e lavo-rata con buon disegno , e pratica , la qual figura è nell’Opera 2 incompagnia dell’altre . L’anno poi 15i5- volendo i capi, emag-Sontuosa eappell* e glori dell’ ordine di Vallombrosa traslatar il corpo di s. Giovannisep Uro di san 6,0- Gualbsrto dalla badia di Passignano nella chiesa di s. Trinità di'mârnio Gm ^ ert9 Fiorenza , badia del medesimo Ordine ; fecero fare a Benedetto ildisegno , e metter mano a una cappella , e sepoltura insieme , congrandissimo numero di figure tonde, e grandi, quanto il vivo,che accomodatamente venivano nel partimento di quell’opera inalcune nicchie , tramezzate di pilastri pieni di fregiature , e digrottesche intagliate sottilmente. E sotto a tutta quel!’opera aveva^ ad

i Gonfaloniere a vita, di cui si i La statua di s. Giovanni adessoha la Vita stampata magnificamente è in chiesa collocata nel suo po-lo Roma 1 ’ anno 1730. in f. sto.