Vita di Lorenzetto, e di Boccac. 191tanto inalzare se ltesso , quanto biasimava un uomo veramente nellecole del disegno , anzi in tutte generalmente eccellentissimo • A co-stui dunque essendo allogata la cappella di santa Maria Trasponti- e t tr * f* ^na , poiché 1’ebbe finita di dipignere » e scoperta» chiarì tutti co- #*** Tra /t 0!,ti 'loro, i quali pensando, che dovesse passare il Cielo, non lo vi-dero pur aggiugnere al palco degli ultimi solari delle case ; percioc-ché veggendo i pittori di Roma la incoronazione di nostra Donna »eh' egli aveva fatto in quel!’ opera, con alcuni fanciulli volanti,cambiarono la maraviglia in riso . E da questo si può conoscere , chequando i popoli cominciano ad inalzare col grido alcuni, più ec-cellenti nel nome , che ne’fatti, è difficile cosà potere , ancorchéa ragione, abbattergli con le parole , insino a che 1’ opere stesse ,contrarie in tutto a quella credenza» non discoprono quello , checoloro tanto celebrati sono veramente ; ed è questo certissimo , cheil maggiore danno» che agli altri uomini facciano gli uomini » so-no le lodi » che si danno troppo presto a gì’ ingegni » che 5 ’ affati-cano nell’ operare ; perché facendo cotali lodi coloro gonfiare acer-bi , non gli lasciano andare più avanti : e coloro tanto lodati, quan-do non riescono l'opere di quella bontà , che fi aspettavano, acco-randosi di quel biasimo , fi disperano al tutto di potere mai più beneoperare . .Laonde coloro » che savj sono » deono assai più temerele lodi » che il biasimo » perché quelle adulando ingannano » e questo,scoprendo il vero, insegna • Partendosi adunque Boccaccino diRoma, per sentirsi da tutte le parti trafitto» e lacero, se ne tornò Torno *Crtmon»,eia Cremona , e quivi il meglio, che seppe, e potè , continuò d’esèr- $*»[***citar la pittura , e dipinse nel duomo , sopra gli archi di mezzo »tutte le storie della Madonna; la qual’opera è molto stimata inquella città. Fece anco altre opere e per la città» e fuori, dellequali non accade far menzione. Insegnò costui 1’arte a un suo fi-gliuolo , chiamato Cammillo, il quale attendendo con più studioali’ arte , s’ingegnò di rimediare , dove aveva mancato la vana-gloria di Boccaccino . Di mano di questo Cammillo fono alcune ope- Cammillo sua figliore in s. Gilinondo » lontano da Cremona un miglio» le quali da i supera il padre, auCremonesi fono stimate la miglior pittura » eh’ abbiano. Fece ancora merì *
in piazza nella facciata d’una casa, ed in sant’Agata » tutti i par-lamenti delle volte , ed alcune tavole , e la facciata di sànt’ Anto-nio , con altre cose » che lo fecero conoscere per molto pratico . Ese la morte non l’avesse anzi tempo levato dal Mondo » avrebbefatto onoratissima riuscita, perché camminava per buona via - Maquelle opere nondimeno , che ci ha lasciate, meritano, che di luisi faccia memoria • Ma tornando a Boccaccino, sènza aver mai fatto Soecacdno morì pecealcun miglioramento nell’ arte , passò di questa vita d’ anni 58 . avendo migliorato .Ne’ tempi di costui su in Milano un miniatore assai valente , chia-mato Girolamo, di mano del quale si veggiono assai opere , e quivi, ln MiUnof* air»U *.
ed mo miniatore ,