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Tomo secondo.
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194 Terza Parte.

Volterra appresto alla porta Fiorentina, nella quale condusse alcunefigure con tanta grazia , eh’elle furono cagione» che fatto amiciziacon un pittore Volterrano» chiamato Piero» il quale stava il piùVan Roma, e dipinge del tempo in Roma » egli se n’andasse là con esso lui» che lavoravaUJftndro^vi* 0 A per Alellànd io VI- alcune cose in palazzo. Ma estèndo morto Ales-sandro » e non lavorando più maestro Piero in quel luogo » li miseBaldassarre ir. bottega del padre di Maturino *, pittore non molto ec-cellente » che in quel tempo di lavori ordinarj aveva sempre moltecolè da fare . Colui dunque messo innanzi a Baldassarre un quadroingessato » gli dille » senza dargli altro cartone » o disegno, cher °a 'frefTcon v * ^estè dentro una nostra Donna. Baldassarre preso un carbone, inta lede t ‘ l ° ~ un tratto ebbe con molta pratica disegnato quello» che voleva di-pignere nel quadro » ed appresso dato di mano a i colori, fece inpochi giorni un quadro tanto bello» e ben finito» che fece stupirenon solo il maestro della bottega, ma molti pittori, che lo videro ;i quali conosciuta la virtù sua , furono cagione, che gli fu dato afare nella chiesa di lant’ Onosrio la cappella dell’altar maggiore , laqual’egli condustè a fresco con molto bella maniera» e con moltagrazia 2 . Dopo nella chiesa di s. Rocco a Ripa fece due altre cap-pelletto in fresco; perché cominciato a essere in buon credito, suchiarì escati dilla condotto a Ostia » dove nel maschio della rocca dipinse di chiaro-Reeta d'ostia. scuro in alcune stanze storie bellissime , e particolarmente una bat-taglia damano in quella maniera, che usavano di combattere anti-camente i Romani, ed appresso uno squadrone di soldati , che dannol’assalto a una rocca, dove si veggiono i soldati con bellissima, epronta bravura , coperti con le targhe , appoggiare le scale alla mu-raglia, e quelli di dentro ributtargli con fierezza terribile • Feceanco in questa storia molti istromenti da guerra antichi, e simil-mente diverse sorte d’armi ; ed in una lala molt’altre storie tenutequasi delle migliori cose, che facesse; ben’è vero, che su ajutatoin que ft’opera da Cesare da Milano 3 . Ritornato Baldassarre, dopoquesti lavori » in Roma » fece amicizia strettissima con AgostinoGhigi Lanose , sì perché Agostino naturalmente amava tutti i vir-tuosi , e sì perché Baldassarre si faceva Lanose ; onde potè con ? aju-studìa in Roma l'ar- to di tanto uomo trattenersi, e studiare le cose di Roma, massi-ehnettura . inamente d’ architettura 4, nelle quali, per la concorrenza di Bra-

. mante,

1 La Vita di Maturino si troverà persone, come dice il P- Or laudipiù giù unita con quella di Polidoro. nel suo Àbecestario.

2 Sono queste pitture state spiu- 4 Studiò molto sulla fabbrica—»paté, e mandate male stalla solita—» stella Rotonda,e lasciò un bellissimo,maladizione d’ averle ritocche . e vaghissimo disegno per riformare

3 Cesare sta Sesto Milanese no- il secondo ordine di quel tempiominato altrove j qui il Vasari lo maraviglioso, e venerabile perlachiama solamente da Milano ; ma sua antichità ; il qual disegno si tro-non è per questo, che ne faccia due va in Roma anche al presente.