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Tomo secondo.
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Vita di Andrea del Sarto . 217

queste storie ad Andrea , onore grandissimo , e fama . Perché ina-nimito , seguitò di fare due altre storie nei medesimo cortile. Inuna facciata è s. Filippo morto, ed i suoi frati intorno , che lopiangono , ed oltre ciò un putto morto , che toccando la bara,dov' è s. Filippo , risuscita ; onde vi fi vede prima morto , e poi risu-scitato, e vivo con molto bella considerazione, e naturale, e propria r .NelT ultima da quella banda figurò i frati, che mettono la veste dis. Filippo in capo a certi fanciulli ; ed in questa ritrasse Andreadella Robbia scultore, in un vecchio vestito di rollò , che vienechinato, e con una mazza in mano. Similmente vi ritrasse Lucasuo figliuolo: siccome nell’altra già detta, dov’è morto s. Filip-po, ritrasse Girolamo 1 2 , pur figliuolo d’Andrea , scultore, e_.suo amicissimo , il qual’è morto, non è molto, in Francia. E cosìdato fine al cortile di quella banda , parendogli il prezzo poco, e1’ onore troppo, si risolvè licenziare il rimanente dell’ opera , quan-tunque il frate molto se ne doleste ; ma per l’obbligo fatto non volledisobbligarlo , se Andrea non gli promise prima fare due altre storiea suo comodo , e piacimento , e crescendogli il frate il prezzo ; e cosìfurono d’ accordo. Per quest’ opere venuto Andrea in maggior cogni-zione, gli furono allogati molti quadri, ed opere d’importanza,e fra 1’ altre dal Generale de’ monaci di Vallombrosa, per il monaste-ro di fan Salvi fuor della porta alla Croce, nel refettorio 1’ arcod’ una volta, e la facciata , per farvi un cenacolo 3 , nella qualvolta fece in quattro tondi quattro figure , s. Benedetto , s. Giovan-ni Gualberto , s. Salvi vescovo, e san Bernardo de gli Uberti diFirenze , loro frate , e cardinale ; e nel mezzo fece un tondoP. III. E e den-

1 Questa storia fu intagliata in

rame da Filippo Tommasino . Lepitture di questo chiostro fon benconservate , e chi le vuol vede-re più minutamente descritte_»

legga il Bocchi a cart. 419. delleBellezze di Firenze . La storia dis. Filippo morto poco mancò , chenon foste gettata a terra . V. i Dia-loghi sopra 1’ arti del disegno a car-te 227. e 228. e Baldinucci tom. 4.a cart. 137.

2 Di questo Girolamo ha parlatoil Vasari nel tom.i. a c.202. e 203.

minutamente , ma della morte_»

non dice altro , le non che morì inFrancia senza dire in che anno.Ma di qui si raccoglie , che fu trail 1550. e il 1568. Perché nella pri-ma edizione, che è del 1550, ave-va di detto questo Girolamo : II

quale è oggi in Trancia tenuto moltovalente nella scultura ; nella fecon-da edizione , eh’è del 1568. dice:Il quale è morto , non è molto , inFrancia , che vuol dire , che la suamorte fu presso ali’ anno suddetto1568. In questo Girolamo non sispense la famiglia della Robbia,come seguendo il Vasari , dice ilP. Orlandi nell’Abecedario . V. laVita del Robbia to.i.a c. 202. e 203.

3 11 cenacolo qui nominato ades-so non si può più vedere , per-ché essendo il convento stato da-to ad alcune monache Vallombrti-sane fino dall’ anno 1681. è rima-sto dentro alla clausura insiemecon 1 ’ altre pitture d’ Andrea .Vero è , che il cenacolo si trovaintagliato in rame molto bene daTeodoro Gruger.

Vi fece molti ritrat-ti al naturale .

Opre fatte da Andreaper i monaci di Val-lomèro/a .