Vita di Girolamo da Trevigi . 281
rà al suo luogo . E così dimorando poi in Bologna , vi lavorò moltepitture , ed in s. Petronio nella cappella di sant’ Antonio da Padoa ,di marmo , a olio, contraffece tutte le storie della vita sua , nellequali certamente si conosce giudizio, bontà , grazia, ed una gran-dissima pulitezza . Fece una tavola a fan Salvatore d’una nostra Don-na , che faglie i gradi, con alcuni Santi ; ed un’ altra con la nostraDonna in aria con alcuni fanciulli, e a’pie s. Girolamo» e san-ta (Caterina, che su veramente la pisi debole , che di suo si veggiain Bologna . Fece ancora sopra un portone in Bologna un Crocifis-so » la nostra Donna , e s. Giovanni in fresco » che sono lodatissimi.
Fece in s. Domenico di Bologna una tavola a olio d’una Madonna ,ed alcuni Santi, la quale è la migliore delle cose sue » vicino al coronel salire ali’ arca di s. Domenico » dentrovi ritratto il padrone » chela fece fare . Similmente colorì un quadro al conte Gio- Batista Ben-fi vogli » che aveva un cartone di mano di Baldastàrre Sanese della Qàrstoria de’ Magi 1 ; cosà » che molto bene condusse a perfezione » an- Baldajsarre da Siena.corachè vi fossero più di cento figure. Similmente sono in Bolognadi mano d’ esso molt’ altre pitture 2 » e per le case » e per le Ghie- Facciata de' Torfanì-fe , ed in Gallerà una facciata dichiaro, e scuro alla facciata de’
Torsanini, ed una facciata dietro alle case de’Dolsi; che secondo migliori sue “opere. *il giudizio di molti artefici è giudicata la miglior cosà , che facestemai in quella città • Andò a Trento » e dipinse al cardinal vec- Dipinse in Trento conchio il suo palazzo insieme con altri pittori, di che n’ ncqmftò altrt f itUr, ‘grandissima fama • E ritornato a Bologna » attese ali’ opere da luicominciate . Avvenne » che per Bologna si diede nome di fare unatavola per lo spedale della Morte ; onde a concorrenza furono fattivarj disegni, chi disegnati, e chi coloriti. E parendo a molti essereinnanzi chi per amicizia » e chi per merito di dover avere tal cosa,restò in dietro Girolamo . E parendogli, che gli soste fatto ingiuria,di là a poco tempo si partì di Bologna , onde l’invidia altrui lo pose si partì da Solornaiin quel grado di felicità , eh’ egli non pensò mai. Attesoché , se pas.fava innanzi , tal’opera gl’impediva il bene » che la buona fortunagli aveva apparecchiato ; perché condottosi in Inghilteira da alcuni Condottesi in inghìl-amici suoi 3 che lo favorivano 3 su proposto al re Arrigo » e giunto - Urr * d,vtc » e inge-rì innanzi» non più per pittore, ma per ingegnere s’accomodò 2nerodelRe ‘a’ servigi suoi - Quivi mostrando alcune prove d’edifiqj ingegnosi ,cavati da altri in Toscana, e per Italia, e quel Re giudicandoli mi-racolosi » lo premiò con doni continui » e gli ordinò provvisione diquattrocento scudi 1 ’ anno » e gli diede comodità, eh’ e’ sabricasse un’ Elèe provvisione diabitazione onorata alle spese proprie del Re . Per il che Girolamo quattrocento fendiP.IIl Nn da un’ L ' ann0 ‘
1 Questa adorazione de’ Magi è dice meno della metà di quello, cherammentata qui addietro a c 197. di questo pittor Trevigiano dice ilnella Vita di Baldalsare .V. le note. Vasari, benché Girolamo non soste
2 II Card, Madruzzi. Il Ridolfi Fiorentino .