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Tomo secondo.
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296
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296 Terza Parte.'

dubitando de’ topi, mille l’aguato a essa , e visto , che il bertuc-cione del Rosso giù scendeva, tutto s’ accese d'ira, e presa unapertica per bastonarlo » si recò verso lui a due mani. Il bertuccionevisto , che se saliva ne toccherebbe » e se stava fermo il medesimo ,cominciò salticchiando a minargli la pergola, e fatto animo di vo-lersi gettare addosso al frate , con ambedue le mani prese 1’ ultimetraverse, che cingevano la pergola ; in tanto menando il frate lapertica, il bertuccione scosse la pergola per la paura di fòrte , econ tal forza, che fece uscire dalle buche le pertiche » e le canne ,onde la pergola » e il bertuccione minarono addossi) al frate, il qua-le gridando misericordia , su da Batistino, e dagli altri tirata lafune , ed il bertuccione salvo rimesso in camera ; perché dissoda-tosi il guardiano 5 ed a un suo terrazzo fattosi , disse cose suor dellamessa , e con collera, e mal' animo se n’ andò ali’ ustìc io degli Ot-to , magistrato in Fiorenza molto temuto . Quivi posta la sua que-rela , e mandato per il Rosso , su per motteggio condannato il ber-tuccione a dovere un contrappeso tener’ al culo , acciocché non potes.se saltare , come prima faceva , su per le pergole . Così il Rosso fat-to un rullo 5 che girava con un ferro 5 quello gli teneva, acciocchéper casa potesse andare , ma non saltare per 1’ altrui, come primafaceva .■ Perché vistosi a tal supplicio condannato il bertuccione,parve , che s’indovinasse, il frate essere stato di ciò cagione ; ondeogni dì s’esercitava , saltando di passo in passo con le gambe , etenendo con le mani il contrappeso, e così posandosi spesso» al suodisegno pervenne ; perché fendo un dì sciolto per case » saltò a po-co a poco di tetto in tetto , su l’ora » che il guardiano era a can-tare il vespro » e pervenne sopra il tetto della camera sua ; e quivilasciato andare il contrappeso, vi fece per mezza ora un sì amorevo-le ballo » che r.è tegolo » né coppo vi restò » che non rompesse ;e tornatosi in caia » si sentì fra tre dì » per una pioggia » le_»querele del guardiano. Avendo il Rosso finito 1 ’ opere sue » conBatistino » ed il bertuccione s’inviò a Roma » ed essendo in gran-dissima aspettazione , 1’ opere sue erano oltremodo desiderate » es-sendosi veduti alcuni disegni fatti per lui » i quali erano tenuti ma-ravigliosi » atteso » che il Rosso divinissimamente , e con gran pu-litezza disegnava . Quivi fece nella Pace » sopra le cose di Raffaello »un’ opera » della quale non dipinse mai peggio a’ sin i giorni ; néposso immaginare » onde ciò procedesse » se non da questo » che nonpure in lui » ma si è veduto anco in molti altri ; e questo ( il chepare cosa mirabile » ed occulta di Natura ) è , che chi muta paese , oluogo » pare » che muti natura » virtù » costumi » ed abito di persona 1 ,

intan-

1 Lo stesso intervenne al Puffi- presto, che potette. Vedi il to-no, quando andò in Francia, on- mo 2. delle lettere pittoriche ade procurò di tornare a Roma più cart. 279. e 300.