Morì vecchio, e la-scio Giuliano , Filip-po , e Domenico suoifigliuoli .
Giuliano succide nel-V opera di s. Mariadel Fiore .
Diverse opere eoi di-segno di Giuliano .
394 Terza Parte.
del Fiore , e altre sue fabbriche, che non erano poche, tenendoegli cura particolare di tutti i principali monalterj, e conventi diFirenze , e di molte case di cittadini dentro , e fuori della città .Finalmente vicino a 83. anni, estèndo anco di saldo, e buon giudi,rio, andò a miglior vita nel 1543. lasciando Giuliano , Filippo, e Do-menico suoi figliuoli, da i quali fu fatto seppellire in s. Lorenzo.
De’ quali suoi figliuoli, che tutti dopo Laccio attesero ali’ artedell’intaglio, e falegname , Giuliano, eh’era il fecondo , fu quelli,che con maggiore studio , vivendo il padre e dopo , attese ali’ archi,lettura , onde col favore del duca Cosimo succedette nel luogo del pa-dre ali’ Opera di santa Maria del Fiore ; e seguitò non pure in queltempio quello, che il padre avea cominciato, ma tutte l’altre mura-glie ancora, le quali per la morte di lui erano rimase imperfette.Ed avendo in quel tempo M. Baldassarre Turini da selcia a collocareuna tavolasti mano di Rafaello daUrbino nella principale chiesa diselcia , di cui era Proposto , e farle un ornamento di pietra intorno ,anzi una cappella intiera , ed una sepoltura , condusse il tutto consuoi disegni, e modelli Giuliano » il quale rassettò al medesimola sua cala di Poscia, con molte belle, ed utili comodità . Fuor dìFiorenza a Montughi fece il medesimo a Messer Francesco Campana,già primo segreta rio del duca Aleslàndro, e poi del duca Cosimo de’Medici, una caletta piccola accanto alla chiesa , ma ornatissima ,e tanto ben posta , che vagheggia , essendo alquanto rilevata » tutta lacittà di Firenze , ed il piano intorno. Ed a Colle, patria del me-desimo Campana , su murata una comodillima , e bella casa col di.segno del detto Giuliano ; il quale poco apprestò cominciò per Mes.set Ugolino Grifoni, monsig. d’Altopascio 1 , un palazzo a s. Miniatoal Tedesco, che fu cosa magnifica: ed a ser Giovanni Conti, unode’ lègretarj del detto sig. duca Cosimo , acconciò, con molti belli,e comodi ornamenti, la casa di Fiorenza ; ma ben’ è vero, che nelfare le due finestre inginocchiate, le quali rispondono in su la stra-da , uscì Giuliano del modo suo ordinario, e le tritò tanto con ri-salti , mensoline, e rotti, eh’ elle tengono più della maniera Te-desca » che dell' antica » e moderna , vera, e buona. E nel vero lecose d’architettura vogliono estere maschie , sòde , e semplici, edarricchite poi dalla grazia del disegno, e da un soggetto vario nellacomposizione , che non alteri col poco , o col troppo nè 1’ ordinedell’architettura, nè la vista di chi intende. Intanto essendo tor-nato Baccio Bandinelli da Roma , dove aveva finito le sepolture diLeone, e Clemente, persuase al sig. duca Cosimo, allora giovinetto,che faceste nella sala grande del palazzo Ducale una facciata in testa,tutta piena di colonne, e nicchie , con un ordine di ricche statue dimarmo, la qual facciata rispondeste con finestre di marmo, e macigni
in
j Altopascio spedale vicino a Pescia .