z§6 Terza Parte.
di sopra, il quale condusse a fine . Essendo poi questo modello, edinsieme molti disegni, portato dal Bandinello al duca Cosimo , suaEccellenza Illustrili!ma lì risolvè , con animo regio - a fare non purel’altare , ma ancora l’ornamento di marmo, che va intorno al coro,secondo che faceva l'ordine vecchio , a otto facce , con quegli orna-menti ricchi, co’ quali è stato poi condotto, conforme alla grandez-za , e magnificenza di quel tempio ; onde Giuliano con l'interventodel Bandinello diede principio a detto coro, senza alterar altro,che l’entrata principale di quello, la qual’è dirimpetto al detto al-tare , e la quale egli volle , che fosse appunto , ed avesse il medesi-Descrix.iont degli or- mo arco, ed ornamento, che il proprio altare. Fece parimenteaumenti di marmo due altri archi simili, che vengono, con l’entrata, esaltare, api7*1'‘liurf ‘ W ccroce ; e questi per due pergami, come aveva anco il vecchio ,cero dei duomo. * P er la musica, ed altri bisogni del coro , e dell’ altare. Fece in que-llo coro Giuliano un ordine Jonico attorno ali’ otto facce , ed in ogniangolo pose un pilastro, che si ripiega la metà ; ed in ogni facciauno . E perché diminuiva al punto ogni pilastro » che voltava al cen-tro, veniva didentro strettissimo, e ripiegato, e dalla banda difuori acuto , e largo, la quale invenzione non fu molto lodata , nèapprovata per cosa bella da chi ha giudizio ; attesoché in un’operadi tanta spesa, ed in luogo così celebre, doveva il Bandinello , senon apprezzava egli s architettura , o non l’intendeva » servirsi dichi allora era vivo, ed avrebbe saputo , e potuto far meglio. Ed inChi non ha disegno , questo Giuliano merita scuse, perché fece quello, che seppe, cheed irruenr.ione, sarà non fu poco î sebbene è più che vero » che chi non ha disegno, esempre pavera di gru- grande invenzione da se , farà sempre povero di grazia, di perfezio-ne , e di giudizio ne’componimenti grandi d’architettura. FeceGiulianoun tettuccio di noce per Filippo Strozzi, che è oggi a Cittàdi Castello , in casa degli eredi del sig. Aleslàndro Vitelli, ed unmolto ricco, e bel fornimento a una tavola, che fece Giorgio Vasariali’ altare maggiore della badia di Camaldoli in Casentine » col dise-gno di detto Giorgio . E nella chiesa di s. Agostino del monte San-sàvino fece un altro ornamento intagliato per una tavola grapde ,che fece il detto Giorgio. In Ravenna nella badia di Classi » de’ mo-naci di Camaldoli, fece il medesimo Giuliano , pure a un’ altra ta-vola di mano del Vasari, un altro beli’ ornamento . Ed a i monaci del-la badia di santa Fiore in Arezzo , fece nel refettorio il fornimentodelle pitture , che vi sono di mano di detto Giorgio Aretino . Nelvescovado della medesima città » dietro ali’ altare maggiore , fece
Tece V ultima opera
un coro di noce bellissimo > col disegno del detto , dove si aveva a
mila N untata d'un tirare innanzi s altare . E finalmente, poco anzi che si morisse , fece‘k^rr/r * "" sopra s altar maggiore della Nunziata il bello , e ricchissimo cibo-ânnoTsil* """ ^ rio del santissimo Sacramento, e li due angioli di legno, di ton-do ri-