Medici > imparo Ciò,delle corritele.
Vita di Valerio, Ed altri. 399
ne , che per metter 1’arte nella loro città , e’ conducessero di di-versi paesi maestri, che oltra al rallettar lòto queste piette, gli con-dufsetodell’altre colè rare in quel tempo . Iriiparò da questi, permezzo del Mag. Lorenzo, questa virtù dell’ intaglio in cavo ungiovane Fiorentino , chiamato Giovanni delle corninole , il quale Da queste opere, me-ebbe questo cognome , perché le intagliò eccéllentemente, come e ^ te da Lorenzo de *ne fanno testimonio infinite , che le ne veggono di suo, grandi, epiccole ; ma particolarmente una grande, dove egli fece dentro ilritratto di fra Girolamo Savonarola , hel suo tempo adorato in Fio-renza per le sue predicazioni, eh' era rarissimo intaglio. Fu suoconcorrente Domenico de’ carnei Milanese, che allora vivendo il Flt concorrenteduca Lodovico il Moro, lo ritrasse in cavo in un baiaselo , della Domenico da » ca-grandezza più d’un giullo , che fu colà rara, e de’ migliori intagli, met •che si sulle visto de’ maestri moderni. Accrebbe poi in maggiore ec-cellenza quest’ arte nel pontificato di papa Leone X. per la virtù ,ed opere di Pier Maria da Pescia , che fu grandissimo imitatore del- Tier Maria da Te «le cose antiche . E gli fu concorrente Michelino , che valle non me-/"' 1 '* Michelino buo-no di lui nelle cose piccole , e grandi, e fu tenuto un grazioso mae- ”*ftro . Costoro apersero la via a quest’ arte tanto difficile, poiché in-tagliando in cavo > che è proprio un lavorare al bujo , da che nonserve âd altro la cera che per occhiali a vedere di mano in manoquel che fi sa , la ridussero finalmente , che Giovanni da Castel Bolo-gnese , e Valerio Vicentino, e Matteo dal Nastàro, ed altri, saces-•^rif^hell* opere , di che noi làremo memoria. E per dar princi-
o , che Giovanni Bernardi da Castel Bolognese , il quale G * 0m *a Castel Bolo-iella sua giovanezza stando appresto il duca Alfonso di Ferrara , gli ^di'ferrara!e\uficefece in tre anni, che vi stette onoratamente, molte cose minute , alcune cosò miniate .delle quali non accade far menzione ; ma di cose maggiori la primafu , ch’egli fecé in un pezzo di cristallo incavato , tutto il fatto d’ar-me della Bastia , che fu bellissimo : e poi in un incavo d’ acciajo ilritratto di quel duca, per far medaglie , e nel riverso Gesù Cristopreso dalle turbe . Dopo andato a Roma, stimolato dal Giovin, per Andò a Boma , efe-mezzo d’Ippolito cardinal de’ Medici , e di Giovanni Salviati car- "ridalli'” e
dinale , ebbe comodità di ritrarre Clemente VII. onde ne fece un da Cie-
incavo per medaglie, che fu bellissimo; e nel rovescio, quando mente vii-Gioiellò si manifestò a’ suoi fratelli l . Di che fu da sua Santità ri-munerato col dono d’ una mazza , che è un uffizio , del quale cavòpoi al tempo di Paolo III. vendendolo , dugento sondi. Al medesimoClemente fece in quattro tondi di cristallo i quattro Evangelisti, chefurono molto lodati , e gli acquistarono la grazia, e l’amicizia di
molti
1 Questa medaglia si può vedereintagliata in rame presto il P. Lu-narini nel suo libro intitolato J<(u-mism, stgm. Tontif. pag. 185. n. vi.
Le medaglie di questo artefice sonlodate fin da Benvenuto Cestini nel-la sua Vita a cart.89.