4Z6 Terza Parte.
Cappella di s. Giaco- cappella di marmi, ed una sepoltura per esso ; la qual cappellamo. fra’vani di pilastri , fu da Pellegrino da Modana , come fi è
detto, tutta dipinta ; e su 1’ altare , da Jacopo del Sansovino,fatto un s. Jacopo di marmo bellissimo; la qual’opera d’archi-tettura è certamente tenuta lodatissima , per esservi la volta di mar-mo con uno spartimento di ottangoli bellissimo. Nè passò molto»che M. Bartolommeo Ferratino , per comodità di se , e beneficiode gli amici, e ancora per lasciare memoria onorata , e perpetua ,fece fabbricare da Antonio fu la piazza d’Amelia un palazzo» ilqua’e è cosa onoratissima , e bella ; dove Antonio acquistò fama » edutile non mediocre. Essendo in questo tempo in Roma Antoniodi Monte» cardinale di s. Prassedia» volle» che il medesimo glifacesse il palazzo » dove poi abitò , che risponde in Agone , dov’èla statua di maestro Pasquino» e nel mezzo,che risponde nella piazza,far fabbricare una torre , la quale con bellissimo compon.mento dipilastri, e finestre, dal primo ordine fino al terzo , con grazia,e con disegno , gli fu da Antonio ordinata, e finita; e per Fran-cesco dell’ Indaco lavorata di torretta a figure , e storie dalla ban-da di dentro » e di suora . In tanto avendo fatta Antonio strettaservitù col cardinal d’Arimini, gli fece fare quel signore in Tolenti-no della Marca un palazzo; onde oltra Pesière Antonio stato premia-to , gli ebbe il Cardinale di continuo obbligazione . Mentre cheTre grand" uomini queste cose giravano, e la fama d’ Antonio crescendo si spargeva»sopra la fabbrica del avv enne » che la vecchiezza di Bramante , ed alcuni suoi irnpedi-Vattcano . menti lo fecero cittadino dell' altro Mondo , perché da papa Leo-
ne sùbito furono constituiti tre architetti sopra la fabbrica di s. Pie-tro , Raffaello da Urbino » Giuliano da Sangallo zio d’ Antonio,e fra Giocondo da Verona . E non andò molto , che fra Giocon-do si partì di Roma , e Giuliano » essendo vecchio , ebbe li-cenza di poter ritornare a Fiorenza . Laonde Antonio avendo ser-vitù col reverendiss. Farnese » strettissimamente lo pregò, che-,volesse supplicare a Papa Leone » che il luogo di Giuliano suozio gli concedesse ; la qual cosa fu facilissima a ottenere, primaper le virtù d’Antonio, eh’ erano degne di quel luogo ; poi perlo interesse della benevolenza fra il Papa , e ’l reverendiss. Farne-se ; e così in compagnia di Raffaello da Urbino si continuò quella. fabbrica a stài freddamente . Andando poi il Papa a Civitavecchia
per fortificarla , e in compagnia d’ esso infiniti signori, e fra glialtri Gio- Paolo Baglioni, e ’l sig. Vitello » e similmente di pesto-ne ingegnose Pietro Navarra, e Antonio Marchisi, architetto al-lora di fortificazioni, il quale per commissione del Papa era ve-nuto da Napoli ; e ragionandosi di fortificare detto luogo, infi-pc‘r‘ujUura rfcivTia n * te ' e var * e circa ciò furono le opinioni, e chi un disegno, evecchia. chi un altro facendo , Antonio fra tanti ne spiegò loro uno ,
il qua-