Vita di Perino del Vaga. 481
ghezza» e leggiadria ne’ colori, e ne gli altri ornamenti . Maveniamo più particolarmente ali' origine sua. Fu nella città di Fio-renza un Giovanni Bonaccorsi, che nelle guerre di Carlo Vili redi Francia, come giovane , e animoso , e liberale , in servitùcon quel Principe spese tutte le facoltà sue nel soldo , e nel giuo-co , ed in ultimo ci lasciò la vita . A costui nacque un figliuolo »il cui nome su Piero, che rimase piccolo di due mesi, per lamadre morta di peste , su con grandissima miseria allattato da unacapra in una villa , insino che il padre , andato a Bologna , ripre-se una seconda donna , alla quale erano morti di peste i figliuoli »ed il marito. Costei con il latte appestato fini di nutrire Piero,chiamato Pierino per vezzi, come ordinariamente per gli più fi co-stuma chiamare i fanciulli,il qual nome sogli mantenne poi tuttavia-Costui condotto dal padre in Fiorenza, e nel suo ritornarsene inFrancia , lasciatolo ad alcuni suoi parenti » quelli o per non ave-re il modo , o per non voler quella briga di tenerlo, e fargli inse-gnare qualche mestiero ingegnoso, 1' acconciarono allo spezialedèi Pinadoro 1 , acciocché egli imparaste quel mestiero ; ma nonpiacendogli quell' arte , fu preso per fattorino da Andrea de’ Ceripittore, piacendogli e 1’ aria , e i modi di Perino, e parendo-gli vedere in esso un non so che d'ingegno, e di vivacità da spe-rare , che qualche buon frutto doveste col tempo uscir di lui. EraAndrea non molto buon pittore , anzi ordinario , e di questi »che stanno a bottega aperta pubblicamente a lavorare ogni cosameccanica ; ed era consueto dipignere ogni anno per la festa dis. Giovanni certi ceri, che andavano , e vanno ad offerirsi , in-sieme con gli altri tributi della città , e per questo si chiamava An-drea de’Cerij dal cognome del quale fu poi detto un pezzo» Pe-rino de’Ceri. Custodì dunque Andrea Perino qualche anno» edinsegnatigli i principi dell’ arte il meglio , che sapeva » su forzatonel tempo dell’età di lui d’undici anni , acconciarlo con mi-glior maestro di lui. Perché avendo Andrea stretta dimestichezzacon Ridolfo figliuolo di Domenico Ghirlandaio, eh’ era tenuto nel-la pittura molto pratico , e valente » come si dirà ; con costuiacconciò Andrea de’ Ceri Perino » acciocché egli attendeste aldisegno» e cercasse di fare quell’acquisto iy quell’arte, che mo-strava l’ingegno , eh’ egli aveva grandissimo , con quella voglia ,e amore, che più poteva . E così seguitando , fra molti giovani,eh’ egli aveva in bottega , che attendevano ali’ arte , in poco tem-po venne a pastàr’ a tutti gli altri innanzi con lo studio, e conla sollecitudine. Eravi fra gli altri uno, il quale gli fu uno spro-P. III. P p p ne »
i Detto così, perche tiene per che di presente sussiste in mercatoinsegna una pina indorata , ed an- vecchio sul canto di Galimara.
Stentilo'quali fi i al'levate .
Studii la pittura sot-to Andrea de' Ceri ,e poi sotto al Ghir-landaio .