Band 
Tomo secondo.
Seite
483
JPEG-Download
 

Vita di Perino del Vaga. 483

Roma ; dov' egli, per 1' amore che portava ali' arte , ritornò alsolito suo disegno ; e continuando molte settimane , più ogni gior-no si accendeva. Ma volendo il Vaga far ritorno a Toscanella , e perquesto j fatto conoscere a molti pittori ordinar j Parino per cose sua ,io raccomandò a tutti quelli amici, che là aveva , acciocché l'ai-tassero , e favorissero in assenza sua. E da questa origine da indiinnanzi si chiamò sempre Parin del Vaga • Rimase costui in Roma,e vedendo le opere antiche nelle sculture, e le mirabilissime macchi-ne degli edilizj, gran parte rimasi nelle rovine , stava in se ammira-ti ss mo del valore di tanti chiari, e illustri, che avevano fatte quel-le opere . E così accendendosi tuttavia più in maggior desiderio dell’arte , ardeva continuamente di pervenire in qualche grado vicino aquelli, sicché con l'opere desse nome a se , ed utile , come 1’ ave-vano dato coloro , di che egli si stupiva, vedendo le bellissime ope-re loro - E mentre , eh’ egli considerava alla grandezza loro , ed allainfinita bassezza, e povertà sua , e che altro che la voglia non ave-va di volere aggiugnerli, e che senza avere chi lo intrattenesse ,che potesse campar la vita , gli conveniva , volendo vivete , lavo-rare a opera per quelle botteghe , oggi con un dipintore , domanicon un altro, nella maniera che fanno i zappatori a giornate, equantosusse disconveniente allo studio suo questa maniera di vita;egli medesimo per dolore se ne dava infinita passione , non potendofar que’ frutti, e così presto , che l’animo, e la volontà , ed il bi-sogno suo gli promettevano. Fece adunque proponimento di divi-dere il tempo , la metà della settimana lavorando a giornate , ed il D ;p; ni!eva ag i 0T na.restante attendendo al disegno ; aggiugnendo a questo ultimo tutti te , e poscia studia-i giorni festivi, insieme con una gran parte delle notti, e rubando •al tempo il tempo per divenire famoso , e fuggir dalle mani d’ al-trui , più che gli fosse possibile . Messe in esecuzione questo pensie-ro , cominciò a disegnare nella cappella di papa Giulio, dove lavolta di Michelagnolo Bonarroti era dipinta da lui, seguitando gliandari, e la maniera di Raffaello da Urbino - E così continuandoalle cole antiche di marmo, e sotto terra alle grotte , per la novitàdelle grottesche » imparò i modi del lavorare di stucco , e mendi-cando il pane con ogni stento, sopportò ogni miseria per venireeccellente in questa professione . Né vi corse molto tempo , eh’ eglidivenne fra quelli, che disegnavano in Roma , il più bello, e mi-gliore disegnatore , che ci susse : attesoché meglio intendeva i mu-scoli, e le difficultà dell’arte negl’ignudi, che sorse molti altri,tenuti maestri allora de’migliori ; la qual cosa fu cagione , che non C6no s c ' liito p er i 0 ^solo fra gli uomini della professione , ma ancora fra molti Signori , gito disegnatore die prelati, ei fosse conosciuto ; e massimamente , che Giulio Roma-no, e Gio Francesco » detto il Fattore, discepoli di Raffaello daUrbino » lodatolo al maestro pure assai, fecero, che lo volle cono-

P p p 2 scere,