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Tomo secondo.
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485
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Vita di Perino del Vaga. 485

battesimo dì Cristo, e ia cena degli Apostoli con Cristo 1 , che fonobelliilìme ; senza che sotto le finestre sono, come si è detto » lemigliori storie, colorite di bronzo 2 , che siano in tutta quel!’ ope-ra ; le quali cose sanno stupire ognuno e per le pitture, e permolti stucchi > eh' egli vi lavorò di sua mano , oltra che il coloritosuo è molto più vago , e meglio finito , che tutti gli altri. La qualeopera fu cagione , eh’ egli divenne , oltre ogni credenza, famoso ;nè perciò cotali lode furono cagione di addormentarlo ; anzi perchéla virtù lodata cresce , di accenderlo a maggiore studio, e quasi cer-tissimo » seguitandola j di dover corre que’ frutti * e quegli onori ,eh’ egli vedeva tutto il giorno in Raffaello da Orbino * e in Miche-Iagnolo Eonarroti. E tanto più lo faceva volentieri 3 quanto daGiovanni da Udine , e da Rastrello vedeva esser tenuto conto dilui , ed essere adoperato in cose importanti. Usò sempre una som-missione , ed una obbedienza certo grandissima verso Raffaello , os-servandolo di maniera, che da esso Raffaello era amato come pro-prio figliuolo - Fecefi in questo tempo, per ordine di papa Leone ,la volta della sala de’ Pontefici 3 , che è quella, per la quale si entrain su le logge alle stanze di papa Alessandro VI. dipinte già dal Pin-turicchio; onde quella volta su dipinta da Giovan da Udine, eda Perino ; e in compagnia fecero e gli stucchi, e tutti quelli or-namenti , e grottesche, e animali, che vi si veggono , oltra le_,

belle,

1 Nella stampa del sorrentino silegge così : Chi considererà itiuna parte di quelle Glorie nelmexxPdella detta loggia nelle volte , dovefono figurati gli Ebrei , quando pas-sano il Giordano con l'^rca santa :e quando girando le mura di Gerico ,quelle rovinano , e /’ altre che se-guono dopo ; come quando combat-tendo Josuè con quelli * 4 morrei ,fafermare il Sole , e molte altre , chenon sa meiìiero per la moltitudineloro nominarle , che fi conoscono in-fra r altre . Fecene ancora nel prin-cipio , dove fi entra nella loggia delTestamento nuovo , che sono bellis-sime ; senza che sotto le finestre so-no le migliori storie colorite dì colordi bronco , che siano in tutta quell'opera . Volendo poi il Vasari farea queste parole la giunta, che silegge nella seconda edizione , av-venne sorse per ifeamòio o di chiscrisse le dette giunte , o delio

stampatore , che le collocò male,che resta imbrogliato malamentetutto il senso di questi periodi.Da questa giunta per altro si racco-glie , che è salsa la comune creden-za , che la cena ultima del Signo-re sia dipinta da Raffaello medesi-mo , leggendosi qui , che è di Pe-rino , come pure si scorge dallamaniera , che non è quella di Raf-faello .

2 I chiaroscuri finti di bassori-lievo di bronzo, eh’ erano sotto lefinestre , sono andati male affatto,prima che sieno stati almeno inta-gliati in rame ; e ora si vede solo,che vi sono stati : tanto poco contoè stato fatto dell’ opere quanto sisia eccellenti.

z Ora si chiama la sala dell’ ap-partamento Borgia , che rimanesotto alla sala detta di Costantino .E veramente quella volta meritale lodi, che le dà il Vasari, e più.

Volta della sala de'pontefici condotta co'disegni di Raffinileda Perino > e Gì*, daUdine .