Tavola a fresco bencondotta .
Tavola d' una Na-tività di Crijlo conmolti ritratti .
•Altri suoi lavori aMonte Sansovino .
A Marciano ,
Suo lavoro in Pra-to .
5Z2 Terza Parte.
fortezza della tempera , ella fu una fatica gettata via ; ma ciò feceNiccolò per tentare nuovi modi . Ma conosciuto , che il veromodo era il lavorare in fresco , s’ attaccò alla prima occasione , etolse a dipignere in fresco una cappella in sant’Agostino di quellacittà, a canto alla porta a man manca entrando in chiesa. Nellaquale cappella , che gli su allogata da un Scamarra maestro di for-naci » fece una nostra Donna in aria con un popolo sotto, e fanDonato , e san Francesco ginocchioni. E la miglior cosa, eh’ eglifacesse in que ss opera , fu un s. Rocco nella testata della cappella .Quess opera, piacendo molto a Domenico Ricciardi Aretino, ilquale aveva nella chiesa della Madonna delle Lagrime una cap-pella , diede la tavola di quella a dipignere a Niccolò; il qualemesso mano ali’opera, vi dipinse dentio la Natività di Gesù Cri-sto , con molto studio, e diligenza. E sebbene penò assai a finir-la , la condusse tanto bene , che ne merita scusa» anzi lode infini-ta » perciocché è opera bellissima. Né si può credere con quantiavvertimenti ogni minima cosa conducesse ; e un casamento rovi-nato , vicino alla capanna » dov’ è Cristo fanciullino e la Ver-gine , è molto bene tirato in prospettiva • Nel s. Giuseppe, ed inalcuni pastori fono molte teste di naturale , cioè Stagio 1 Sassosi pit-tore , e amico di Niccolò; e Rapino dalla Pieve suo discepolo»il quale avrebbe fatto a se , ed alla patria, se non suste morto assaigiovane » onor grandissimo ; e tre angeli, che cantano in aria » sonotanto ben fatti, che soli basterebbono a mostrare la virtù » e pa-cienza , che infitto ali’ultimo ebbe Niccolò intorno a quess opera ;la quale non ebbe sì tosto finita , chefir ricerco dagli uomini dellaCompagnia di santa Maria della Neve » del Monte Sansovino , difar loro una tavola per la detta Compagnia, nella quale suste la sto-ria della neve, che fioccando a santa Maria Maggiore di Romaa’ cinque d’ Agosto » su cagione dell' edificazione di quel Tempio.Niccolò dunque condusse a’ sopraddetti la detta tavola con molta di-ligenza ; e dopo fece a Marciano un lavoro in fresco assai lodato •L’anno poi 1524. avendo nella Terra di Prato M. Baldo Magi ni fat-to condurre di marmo da Antonio fratello di Giuliano da Sangal-lo » nella Madonna delle Carceri » un tabernacolo di due colon-ne con suo architrave, cornice, e quartotondo ; pensò Antoniodi far sì, che M. Baldo facesse fare la tavola , che andava dentroa questo tabernacolo , a Niccolò , col quale aveva preso amicizia ,quando lavorò al Monte Sansovino nel palazzo del già detto car-dinal di Monte • Messolo dunque per le mani a M. Baldo , egli, an-corché avesse in animo di farla dipignere ad Andrea del Sarto,
come
i Stagiojdoè Anastagio,ebbe un ha parlato il Vasari nella Vita difigliuolo per nome Fabiano, gran Guglielmo Marcilla a cart, iz8.maestro di vetrate grandi, di cui