Lavori a fresco dalui intrapresi , do-po il suo ritorno inAreno .
finiti dal Roso tonsdegno di Niccolo .
Varie opere in Arez-zo .
5Z4 Terza Parte.
cittadini di quella città ; e questo su , eh’egli desiderava , chelasua patria suste Arezzo, e che perciò volentieri avrebbe preso afar’ alcun* opera , che l’ aveste mantenuto un tempo nelle fatichedell' arte, nelle quali egli arebbe potuto mostrare in quella cittàil valore della sua virtù . M. Giuliano adunque, uomo ingegno-so » e che desiderava abellire la sua patria , e che in està fossero per-sone , che attendessero alle virtù , operò di maniera con gli uo-mini , che allora governavano la Compagnia della Nunziata » i qua-li avevano fatto di quei giorni murare una volta grande nella lorchiesa, con intenzione di farla dipignere , che fu allogata a Nic-colò un arco delle facce di quella , con pensiero di fargli dipigne-re il rimanente , se quella prima parte , eh’ aveva da fare allora ,piacesse agli uomini di detta Compagnia . Messosi dunque Niccolòintorno a quest’opera con molto studio , in due anni fece la metà »e non più d’un arco» nel quale lavorò a fresco la Sibilla Tiburti-na , che mostra a Ottaviano Imperadore la Vergine in cielo» colfigliuolo Gesù Cristo in collo » ed Ottaviano » che con riverenzal'adora ; nella figura del quale Ottaviano ritrasse il detto M. Giu-liano Lacci, e in un giovane grande » che ha un panno rosso,Domenico suo creato » ed in altre teste , altri amici suoi. Insom-ma si portò in quest’ opera di maniera » eh’ ella non dispiacque a gliuomini di quella Compagnia » nè a gli altri di quella città - Ben'èvero , che dava fastidio a ognuno il vederlo esser così lungo , e pe-nar tanto a condurre le sue cose. Ma con tutto ciò gli farebbe statodato a finire il rimanente , so non l'aveste impedito la venuta inArezzo del Rosso Fiorentino» pittor singolare» al quale » essen-do mestò innanzi daGio- Antonio Lappoli pittore Aretino » e daM. Giovanni Pollastra 1 , come si è detto in altro luogo » fu allogatocon molto favore il rimanente di quel I’opera : diche prese tantosdegno Niccolò, che se non avesse tolto 1’ anno innanzi donna ,e avutone un figliuolo > dov’ era accasato in Arezzo > si farebbe su-bito partito. Pur finalmente quietatosi > lavorò una tavola per lachiesa di Sargiano » luogo vicino ad Arezzo due miglia » dove stan-no frati de’ zoccoli ; nella quale fece la nostra Donna assunta in cie-lo » con molti putti » che la portano : a’ piedi s. Tommaso » che rice-ve la cintola , e attorno s. Francesco » s. Lodovico » s. G;o. Bati-sta » e santa Lifabetta regina d’ Ungheria ; in alcuna delle quali fi-gure , e particolarmente in certi putti » si portò benissimo : e co-sì anco nella predella fece alcune storie di figure piccole , che so-no ragionevoli. Fece ancora nel convento delle monache delle Mu-rate del medesimo ordine in quella città » un Cristo morto con leMarie , che per cose a fresco è lavorata pulitamente . E nella ba-dia di santa Fiore de’ monaci neri, fece dietro al crocifisso , che è
posto
i V.quì addietro a c.298. e 527. delle lettere pittoriche, scritta dalV.anche la lettera xvii.nelTom.j. Vasari a questo Pollastra,