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Tomo secondo.
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§4-8 Te rza Parte.

cominciata da Clemente , disegnava dargli che fare a Fiorenza ,e mi sarebbe riuscito ; ma in quel mentre sopravvenendo la morted’ Aleslkndro , che su ammazzato da Lorenzo di Pier Francesco de*Medici, rimase impedito non pure questo disegno , ma disperatadel tutto la felicità, e la grandezza dell’arte. Intesa dunque ilTribolo la morte del Duca , se ne dolse meco per le sue lettere ,pregandomi, poiché m'ebbe confortato a portare in pace la mor-te di tanto Principe , mio amorevole Signore , che se.io andava aRoma, com’ egli aveva inteso , che io voleva fare , in tutto deli-berato di lasciare le Corti, e seguitare imiei stud j ; che io gli ricer-casti di qualche partito, perciocché , avendo miei amici, sarebbequanto io gli ordinasti . Ma venne caso , che non gli bisognò al-tamente cercar partito in Roma, perché, essendo creato duca diFiorenza il sig. Cosimo de' Medici, uscito eh’ egli su de’ trava-gli , eh’ ebbe il primo anno del suo principato , per aver rotti i ne-mici a Monte Murlo ; cominciò a pigliarsi qualche spasso, e_»particolarmente a frequentare a stài la villa di Castello , vicina aFirenze , poco piò di due miglia ; dove cominciando a murarequalche colà per potervi star comodamente con la Corte, a pocoa poco , essendo a ciò riscaldato da maestro Piero da s. Calciano ,tenuto in que’ tempi aslài buon maestro, e molto servitore dellasignora Maria 1 , madre del Duca, e stato sempre muratore di ca-sa , ed antico servitore del sig. Giovanni ; si risolvette di condur-re in quel luogo certe acque » che molto prima aveva avuto deside-rio di condurvi ; onde dato principio a far’ un condotto, che ri-ceveste tutte l’acque del poggio della Castellina , luogo lontano aCastello un quarto di miglio , o più , si seguitava con buon numerod’ uomini il lavoro gagliardamente . Ma conoscendo il Duca , chemaestro Piero non aveva né invenzione , né disegno bastante afar’un principio in quel luogo, che potesse poi col tempo riceverequeir ornamento , che il sito , e l’acque richiedevano ; un dì,che sua Eccellenza era in sul luogo , e parlava di ciò con alcuni,M- Ottaviano de’ Medici, e Cristofàno Rinieri, amico del Tribo-lo, e servitore vecchio della signora Maria, e del Duca, celebraronodi maniera il Tribolo per uomo dotato di tutte quelle parti, che al ca-po d’una così fatta fabbrica si richiedevano , che il Duca diede com-mistione a Cristofàno, che lo facesse venire da Bologna ; il che avendoil Rinieri fatto tostamente, il Tribolo, che non poteva aver migliornuova , che d’ avere a servire il duca Cosimo , se ne venne subito aFirenze, e arrivato, su condotto a Castello , dove sua EccellenzaIllma avendo inteso da lui quello, che gli pareva da fare per orna-

men*

i Maria Salviati moglie di Gio. delle bande nere, e madre di Co-simo primo.