Vita di Niccolò detto il Tribolo. 551
ri un pilo di braccia otto , che aveva a ricevere 1’ acqua da unvaso tenuto da due figure . Nel mezzo del laberinto già dettoaveva pensato il Tribolo di sire lo sforzo dell’ornamento dell’ac-que , con zampilli, e con un federe molto bello intorno alla fonte »la cui tazza di marmo, come poi fu fatta » aveva a essere moltominore, che la prima della fonte maggiore , e principale. E questain cima aveva ad avere una figura di bronzo, che gettaste acqua.
Alla fine di questo giardino aveva a estere nel mezzo una porta inmezzo a certi putti di marmo, che gettassimo acqua : da ogni ban-da una fonte , e ne’ cantoni nicchie doppie , dentro alle quali an-davano statue » siccome nell’ altre , che sono ne i muri dalle ban-de , ne i riscontri de’ viali, che traversino il giardino, i quali tut-ti sono coperti di verzure in varj spartimenti. Per la detta porta ,che è in cima a questo giardino sopra alcune scale , si entra in unaltro giardino largo » quanto il primo» ma a dirittura non moltolungo, rispetto al monte ; e in questo avevano a estere dalli lati duealtre logge ; e nel muro dirimpetto alla porta » che sostiene la ter-ra del monte » aveva a essere nel mezzo una grotta con tre pile »nella quale piovesse artifiziosamente acqua ; e la grotta aveva a esterein mezzo a due fontane , nel medesimo muro collocate . E dirimpet-to a queste due,nel muro del giardino» ne avevano a estere due altre»le quali mettessero in mezzo la detta porta - Onde tante sirebbonostate le fonti di questo giardino » quante quelle dell’altro» che gliè sotto » e che da questo » il quale è più alto > riceve l’acque.
E questo giardino aveva a estere tutto pieno d’aranci » che vi avreb-bero avuto » e averanno , quando che sia , comodo luogo » per este-re dalle mura , e dal monte difeso dalla Tramontana » e altri venticontrarj. Da questo si faglie per due scale di felice, una da cia-scuna banda, a un salvatico di cipressi » abeti » lecci , e allori » ealtre verzure perpetue » con beli’ ordine compartite ; in mezzoalle quali doveva estere » secondo il disegno del Tribolo » comepoi si è fatto» un vivajo bellissimo. E perché questa parte» strin-gendosi a poco a poco , fa un angolo, perché suste ottuso, T ave-va a spuntare la larghezza d’una loggia , che salendo parecchi sca-glioni , scopriva nel mezzo il palazzo » i giardini » le fonti » e tut-to il piano di sotto , e intorno, insino alla ducale villa del Pog-gio a Cajano » Fiorenza » Prato » Siena » e ciò che vi è ali’ intornoa molte miglia . Avendo dunque il già detto maestro Piero dasin Lasciano condotta 1’ opera sua dell’ acquidotto insino a Castel-lo» emessovi dentro tutte l’acque della Castellina » sopraggiuntoda una grandissima febbre, in pochi giorni si morì ; perché il Tri -Marte di Fhtr» dabolo preso 1 assunto di guidare tutta quella muraglia da se» s’ avvide, s.Cajsim ».ancorché sosterò in gran copia l’acque state condotte» che nondi-meno erano poche » a quello, eh’egli si era mestò in animo di fa-re,