Viti di Pisrino da Vinci. §71
gnìa di costui la finì in un fallò di pietra forte; e P opera è tale ,che con utilità non piccola della città tutta quella piazza adorna .Già pareva al Vinci avere acquistato tanto nel!' arte, che il vede-re le cose di Roma maggiori » e il praticare con glj artefici , chefono quivi eccellentissimi, gli apporterebbe gran frutto ; però por-gendosi occasione d’andarvi, la prese volentieri. £ra venuto Fran-cesco Bandini da Roma, amicissimo di Michelagoolo Bonarroti -Costui, per mezzo di Luca Martini conosciuto il Vinci, e lodatolomolto , gli fece fare un modello di cera d’ una sepoltura , la qualevoleva fare di marmo alla sua cappella in lauta Croce , e poco do-po , nel sito ritorno a Roma , perciocché il Vinci aveva scopertol’animo suo a Luca Martini, il Bandino lo menò seco, dove stu-diando tuttavia , dimorò un anno, e fece alcune opere degne dimemoria. La prima fu un Crocifissi) di baflòrilievo j che rende1’ anima al padre , ritratto da un disegno fatto da Michelagnolo .Fece al cardinal Ridolfi un petto di bronzo per una testa antica,e una Venere di baslòrilievo di marmo, che su molto lodata.A Francesco Bandini racconciò un cavallo antico, al quale moltipezzi mancavano , e lo ridusse intiero. Per mostrare ancora qual-che segno di gratitudine , dov’ egli poteva , in verso Luca Mar-tini , il quale gli scriveva ogni spaccio , e lo raccomandava dicontinuo al Bandino , parve al Vinci di far di cera tutto tondo, edi grandezza di due terzi, il Moisè di Michelagnolo , il qual’ è ins. Piero in Vincola , alla sepoltura di Papa Giulio II. che non si puòvedere opera più bella di quella ; così fatto di cera il Moisè , lomandò a donare a Luca Martini. In questo tempo, che ’l Vinci sta-va a Roma , e le dette cose faceva , Luca Martini fu fatto dal du-ca di fiorenza provveditore di Pise, e nel suo ufficio non si scordòdell’ amico suo. Perché scrivendogli, che gli preparava la stanza,e provvedeva d’ un marmo di tre braccia , sicch’ egli se ne tornastea suo piacere, perciocché nulla gli mancherebbe appresso di lui jil Vinci da queste cose invitato , e dal!' amore , che a Luca porta-va , si risolvè a partirsi di Roma , e per .qualche tempo eleggerePise per sua stanza , dove stimava d’avere occasione d’esercitarsi,e di fare sperienza della sua virtù . Venuto adunque in Pise, trovò,che ’l marmo era già nella stanza accorcio » secondo 1’ ordine diLuca ; e cominciando a volerne cavare una figura in piedi, s’ av-vide , che’l marmo aveva un pelo, il quale lo scemava un brac-cio . Per so che risoluto a voltarlo a giacere, fece un Fiume giova-ne , che tiene un vaso, che getta acqua; ed è il ivaso alzato da trefanciulli, i quali ajutano a versare l’acqua al Fiume , e sotto ipiedi a lui, molta copia d’acqua discorre» nella quale si veg-
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che egli qui cita . Ma anche nella meri della pag. 418^ corrispondo-citazione v’è errore, e si vede, no ali’ opera del Vasari.che dee dire Vasari , poiché i nu-
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Varj suoi lavori inRoma .
Se ne va a Risa .
Statua di marmo d'un Fiume trasportatain un giardino a jC hiaja .