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Tomo secondo.
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Vita di Baccio Bandinelli. 577

in que tempi così usavano, e non era tenuto buono orefice, chinon era ,buon disegnatore, e che non lavorasse bene di rilievo.

Baccio adunque ne suoi primi anni attele al disegno , secondo che suoestrciù» ntl «fi-gli mostrava il padre, non meno giovandogli a profittare la con- 'correnza degli altri giovani, traquali saddomesticò molto conuno chiamato il Piloto 1 2 , che riuscì dipoi valente orefice , e secoandava spesso per le chiese disegnando le cose debuoni pittori;ma col disegno mescolava il rilievo, contraffacendo in cera alcunecose di Donato , e del Verrocchio : ed alcuni lavori fece di terradi tondo rilievo . Essendo ancora Baccio nelletà fanciullesca , siriparava alcuna volta'nella bottega di Girolamo del Buda , pittore Girolamo dri jw *ordinario, su la piazza di s. Bulinati z ; dove essendo un verno »

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venuta gran copia di neve, e dipoi dalia gente ammontata fu la fl aîtia Ui neve ,piazza , Girolamo 5 rivolto a Baccio, gli disse perischerzo: Bac-cio, se questa neve suste marmo, non se ne caverebbe egli un belgigante come Marsorio a giacere ? Caverebbesi ; rispose Baccio ,ed io voglio , che noi facciamo, come se fosse marmo ; e posataprestamente la cappa , mise nella neve le mani, e da altri fanciulliajutato , scemando la neve dovera troppa , ed altrove aggiugnen-do , fece una bozza d un Marsorio 4 di braccia otto a giacere ; diche il pittore , e ogni uno restò maravigliato, non tanto di ciò,eh egli avesse fatto , quanto dell animo , di egli ebbe di mettersia gran lavoro , così piccolo , e fanciullo . E in vero Baccio aven- sua i»dinxx.iotte ni-do più amore alla scultura , che alle cose dellorefice, ne mostrò l* scultura *molti segni ; e andato a Pinzirimonte , villa comperata da suo pa-dre , ii faceva stare sposto innanzi i lavoratori ignudi, e gli ritrae-va coli grande assetto : il medesimo facendo degli altri bestiamidel podere . In questo tempo continuò molti giorni dandare lamattina a Prato , vicino alla sua villa , dove stava tutto il giorno adisegnare neila cappella della Pieve , opera di fra Filippo Lippi,e non restò sino a tanto, ehei 1ebbe disegnata tutta : nepanniimitando quel maestro in ciò raro ; e già maneggiava destramentelo stile , e la penna , e la matita rossa , e nera , la qual è una pie-tra dolce, che viene de monti di Francia , e segatole le punte ,conduce i disegni con molta finezza . Per queste cose vedendo Mi-chelagnolo 1 animo, e la voglia del figliuolo , mutò ancor eglicon lui pensiero, e insieme consigliato dagli amici, lo pose sottoP. Ili Dddd lacu-

1 questo eccellente oreficesi parla nella Vita di Verino delVaga , il quale su dal Piloto con-dotto a Firenze nel tempo dellapeste di Roma . V. sopra a c. 490.Il Bandinella gli donò un cartonecon entrovi una Cleopatra .

2 S.Pulinari, cioè s.Apollinare.

z Nella Vita d Andrea del Sar-to a c. 246. si fa menzione di un talBernardo del Buda pittore , chenon so le fòrte sia suo fratello , osia lo stesso che questo Girolamo ,preso per iscambio .

4 Questa è la prima statua deltom.3. del Museo Capitol.