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Tomo secondo.
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§84 ^ Terza Parte.

sua Santità , eh egli mutò pensiero, ed al re si risolvè mandarealtre iìatue antiche, e quella a Firenze 1 ; ed al cardinale SilvioPasserino Gortonese , Legato in Fiorenza , il quale allora governa-va la città, ordinò, che ponesse il Laocoonte nel palazzo deMedici, nella testa del secondo cortile, il che fu Tanno 1525.Arrecò quest opera gran fama a Faccio, il quale finito il Laocoonte ,fi dette a disegnare una storia in im soglio reale aperto per satisfa-re a un disegno del Papa ; il quasi era di far dipignere nella cap-viftgno dei martirio P e ^ a maggiore 2 di s. Loienzo di Firenze , il martirio di s. Cosimo,di s. Lorenzo. e Damiano in una faccia , e nel! altra quello di s Lorenzo , quan-do da Decio fu fatto morire fu la graticola . Faccio adunque si istoriadi s. Lorenzo disegnando sottilissimamente , nella quale imitò conmolta ragione, ed arte , vestiti , ed ignudi , ed atti diversi de*corpi, e delle membra, e varj esercizj di coloro, che intorno as. Lorenzo stavano al crudele ufficio, e particolarmente si empioDecio , che con minaccioso volto affretta il fuoco , e la mortealiinnocente martire, il quale alzando un braccio al cielo, rac-comanda lo spirito suo a Dio ; così con questa storia làtisfece tantoLaccio al Papa , eh egli operò , che Marcantonio Bolognese laintagliasse in rame ; il che da Marcantonio fu fatto con molta dili-Baeeio ì fatto dal genza , ed il Papa donò a Laccio , per ornamento della sua vinài ,Papa cavalier di fan un cavalierato di 5- Piero . Dopo questo tornatosene a Firenze,v,etro trovò Gio. Francesco Rustici, suo primo maestro , che dipigneva

un istoria d una conversione di s. Paolo ; per la qual cosa prese afare, a concorrenza del suo maestro, in un cartone una figuraC irtene d' m s.Gio- ignuda d un s. Giovanni giovane nel deserto, il quale tiene un' agnello nel braccio sinistro, ed il destro alza al cielo. Fatto dipoi

fare un quadro , si mise a colorirlo , e finito che fu , lo pose a mo-stra su la bottega di Michelagnolo suo padre , dirimpetto allo sdruc-ciolo, che viene da Orsanmichele'in Mercato nuovo . Fu dagliartefici lodato il disegno , ma il colorito non molto , per avere delcrudo, e non con bella maniera dipinto -, ma Laccio lo mandò adonare a papa Clemente 3 , ed egli lo fece porre in guardaroba , do-ve ancora oggi si trova. Era sino al tempo di Leone X. stato cavatoa Carrara, insieme comarmi della facciata di s. Lorenzo di Fi-renze,

i Ora si trova in sondo dellagalleria Medicea , e la restaura-zione fatta ali originale di Belve-dere bisogna , che sia andata a ma-le,perche è stato restaurato moder-namente parte di marmo, e partedi stucco . Questo ammirabil grup-po su trovato nelle terme di Titodietro a s. Pietro in Vincola; edè intagliato in rame nella Raccol-ta di statue fatte da Domenico de

Rossi in Roma . Per deridere que-sta copia del Bandinello, per quan-to si disse , furono intagliate in le-gno tre scimie , una grande nelmezzo , e due piccole da partenelle stesse attitudini del Laocon-te , e de suoi figliuoli, e avvitic-chiati, come essi, da serpenti ; e sicredette opera di Tiziano .

2 Fu poi dipinta dal Pontormo.

3 Non si sa che cola ne sia stato.