622 Tersa Parte.
andando Giovanni de’ Turrini dal Borgo , allora capitano de’Fio-rentini , con una banda di soldati Borgaesi , e da Città di castello ,alla guardia di Firenze , assediata dai!' esercito Imperiale e di PapaClemente,vi andò fra gli altri soldati Cristosano,essendo stato da mol-ti amici suoi fidato. Ben è vero , che vi andò non meno con animo d’avere a studiare con qualche comodo le cose di Firenze,che dimilita-re;ma non gli venne fatto,perché Giovanni suo capitano ebbe in guar-dia non alcun luogo della città, ma i bastioni del monte di suora . Fi-nita quella guerra , essendo non molto dopo alla guardia di Firenzeil sig. Alessandro Vitelli da Città di castello , Cristosano tirato da-gli amici, e dal desiderio di vedere le pitture, e sculture di quellaCrìflofana fi fa, sol- città , si mise , come soldato , in detta guardia ; nella quale men-à" - tre dimorava , avendo inteso il sig.Alessandro, da Batista della Bi-
lia 1 pittore , e soldato da Città di castello , che Cristosano atten-deva alla pittura , e avuto un bel quadro di sua mano , aveva di-segnato mandarlo con detto Batista della Bilia , e con un altro Ba-tista similmente da Città di castello , a lavorare di Jgrastito , e dipitture un giardino, e loggia, che a Città di castello aveva co-minciato . Ma essendosi , mentre si murava il detto giardino , mor-to quello , e in in suo luogo entrato l’altro Batista , per allora , chec-ché se ne soste cagione,non se ne fece altro . Intanto essendo GiorgioVasari tornato da Roma, e trattenendosi in Fiorenza col ducaAlessandro , insino a che il cardinale Ippolito suo Signore tornasted’ Ungheria , aveva avuto le stanze nei convento de’ Servi perdar principio a fare certe storie in fresco de’ fatti di Cesare , nellacamera del canto del palazzo de’ Medici, dove Giovanni da Udineaveva di stucchi , e pitture fatta la volta ; quando Cristosano aven-VMari amt ° ^ conosciuto Giorgio Vasari nel Borgo 1 ’ anno 1528. quando andò’* ’ a vedere colà il Rodò , dove l’aveva molto carezzato , si risolvè
di volere ripararsi con eslò lui, e con sì fatta comodità attendereali’ arte molto più, che non aveva fatto per lo palîàto . Giorgiodunque avendo praticato con lui un anno , eh’ egli stette seco »e trovatolo soggetto da farsi valentuomo , e eh’ era di dolce, epiacevole conversazione , e secondo il suo gusto , gli pose grandis-simo amore ; onde avendo a ire non molto dopo, di commistionedel duca Alessandro, a Città di castello, in compagnia d’ An-tonio da Sangallo , e di Pier Francesco da Viterbo, i quali eranostati a Fiorenza per fare il castello 3 , ovvero cittadella, e tornan-dosene , facevano la via di Città di castello per riparar le muradel detto giardino del Vitelli, che minacciavano rovina ; menò se-co Cristofaro , acciò disegnato , eh’ esso Vasari avesse , e spartitogli ordini de’ fregi, che s’ avevano a fare in alcune stanze, e si-mil- '
1 Di questo pittore non famenzio- 2 II castello s.Gio.Batista,di cuipar-ne l’Orlandi nel suo Abecedario . la il Vasari qui addietro a cari.442.