6z6 Terza Parte.
leggi attorno ; e di sotto nei parapetto è la Geometria . Nell’ ulti-ma parte da basso, che è intorno alle finestre inginocchiate, ealla porta, è Lia in una nicchia, perla vita attiva, edall’altrabanda del medesimo luogo l’Industria, che ha un corno di dovi-zia, e due stimoli in mano. Di verso la porta è una storia, dovemolti fabbricanti, architetti, e scarpellini hanno innanzi la portadi Cofnopoli, città edificata dal sig. duca Cosimo, nelP isola dell’Elba, col ritratto di porto Ferraio. Fra questa storia, e il fregio,dove sono sarti liberali, è il lago Trasimeno, al quale sono in-torno ninfe , eh’ escono dell’ acque con tinche, lucci, anguille , elasche ; e a Iato al lago è Perugia in una figura ignuda, avendoun cane in mano , lo mostra a unaFiorenza» eh' è dal!'altra ban-da, che corrisponde a questa , con un Arno accanto, chef abbrac-cia , e gli fa festa. E sotto questa è la vita contemplativa in un’ al-tra storia , dove molti filosofi, e astrologhi misurano il cielo, emostrano di fare la natività del Duca ; e accanto nella nicchia,che è rincontro a Lia , è Rachel sua sorella, figliuola di Laban , fi-gurata per està vita contemplativa . L’ ultima storia , la quale anch’essa è in mezzo a due nicchie , e chiude il fine di tutta s invenzio-ne , è la Morte , la quale sopra un cavai secco, e con la falce inmano, avendo seco la guerra, la peste, e la fame, corre addossoad ogni sorta di gente. In una nicchia è lo Dio fiutone, e a_jbasso Cerbero cane infernale; e nel!'altra è una figura grande,che resuscita il dì novissimo d’un sepolcro. Dopo le quali tuttecose fece Cristofano sopra i frontespizj delle finestre inginocchia-te , alcuni ignudi, che tengono s imprese di sua Eccellenza , esopra la porta un’arme ducale, le cui sei palle sono sostenute dacerti putti ignudi , che volando s’intrecciano per aria . E perultimo , ne i basamenti da basto , sotto tutte le storie , fece il me-desimo Cristofano s impresa di elio M. Sforza, cioè alcune aguglie ,ovvero piramidi triangolari, che posano sopra tre palle, con unmotto intorno, che dice Immobili* . La quale opera finita, fuinfinitamente lodata da sua Eccellenza, e da esso M. Sforza, ilquale , come gentilissimo, e cortese , voleva con un donativo d’im-portanza ristorare la virtù , e fatica di Cristofano; ma egli nol so-stenne » contentandosi, e bastandogli la grazia di quel signore,che sempre l'amò, quanto più non saprei dire. Mentre , che_iquest’opera si sece» il Vasari, siccome sempre aveva fatto per i’addie-Sttrh a tìhrestur» tro , tenne con esso seco Cristofano in casa del sig. Bernardetto de’nei ziardini di Ber- Medici, al quale , perciochè vedeva , quanto si dilettava della pit-tura , fece esso Cristofano , in un canto del giardino, due storie di.chiaroscuro • L’una sa il rapimento di Proserpina , e s altra Ver-tunno , e Poraona Dei dell’agricoltura ; e oltre ciò sece in quest’opera Cristofano alcuni ornamenti di termini, e putti tanto bel-li , 5
nardttto Medisi .