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Tomo secondo.
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6z8 Terza Parte.

vorandosi poi accanto a questa sala la camera della dea Opi ,fece nel palco in fresco le quattro stagioni, e oltre alle figure ,alcuni festoni, die per la loro varietà , e bellezza , furono mara-vigliosi ; conciolsiachè , come erano quelli della Primavera , pienidi mille forte fiori, così quelli della State erano fatti con uninfi-nità di frutti, e biade : quelli dell Autunno erano d uve , e patra-pani ; e quei del Verno di cipolle, rape , radici, carote , pastinache,e foglie secche : senza eh egli colorì a olio nel quadro di mez-zo , dov è il carro d' Opi, quattro leoni, che lo tirano , tantobelli, che non si pud far mìglio ; e in vero nel fare animali nonaveva paragone . Nella camera poi di Cerere , che è allato a que-sta , fece in certi angoli alcuni putti, e festoni belli affatto. Enelquadro del mezzo, dove il Vasari aveva fatto Cerere cercanteProferpina, con una face di pino accesa, e sopra un carro tiratoda due serpenti, condusse molte cose a fine Cristofano di sua ma-no, per esser in quel tempo il Vasari ammalato, e aver lasciatofra P altre cose quel quadro imperfetto . Finalmente venendosi a fa-re un terrazzo , che è dopo li camera di Giove, e a lato a quelladOpi, si ordinò di farvi tutte le cose di Giunone . E così forni-to tutto P ornamento di stucchi con ricchiilimi intagli, e varj com-ponimenti di figure, fatti fecondo i cartoni del Valari, ordinò e fioVasari, che Cristofano condusse da se solo in fresco quell opera ,desiderando, per esser cosa , che aveva a vedersi da presso, e difigure non più grandi, che un braccio ; che facesse qualche cola dibello in quello, ehera sia propria professione . Condusse dunqueCristofano in un ovato della volta uno sposalizio con Giunone inaria, e dall uno de lati in un quadro Ebe , dea della gioventù , enell altro Iride, la quale mostra in cielo 1 arco celeste . Nella me-desima volta fece tre altri quadri, due per riscontro, e un altromaggiore alla dirittura dellovato , dov' è lo sposalizio, nel qualeè Giunone sopra il carro a federe, tirato da pavoni. In uno degli al-tri due , che mettono in mezzo questo , è la dea della Potestà , enellaltro 1Abbondanza col corno della copia a piedi. Sotto fo-no nelle facce in due quadri, sopra 1entrare di due porte , duealtre storie di Giunone , quando converte Io , figliuola d'Inacofiume, in vacca , e Cali sto in orsa ; nel fare della quale opera po-se sua Eccellenza grandissima affezione a Cristofano, veggendolodiligente, e sollecito oltre modo a lavorare , perciocché non erala mattina a fatica giorno, che Cristofano era comparso in fui lavo-ro , del quale aveva tanta cura , e tanto gli dilettava , che moltevolte' non si forniva di vestire ; per andar via . E tal volta , anzispedò avvenne , che fi mise , per la fretta , un pajo di scarpe (lequali tutte teneva sotto il letto) che non erano compagne , ma didue ragioni. E il più delle volte aveva la cappa a rovescio , e la

cap-