Su» mortt •
Sun (finte ,tu fio , fattine del Dite».
640 Terza Parte.
ba , e 1* altro tirando h calzi» par gliela trassero» mentre» eh*egli maladiva i panni, Giorgio , e chi trovò certe usanze , chetengono (diceva egli) gli uomini schiavi in catena . Che più ? egligridava» che voleva andarsi con Dio » e per ogni modo tornarse-ne a s. Giullino » dov’era lasciato vivere a suo modo, e dove nonaveva tante servitù : e fu una patitone racconsolarlo . Piacevagli ilragionar poco, e amava, eh’ altri in favellando fosse breve , intanto che » non che altro» avrebbe voluto i nomi proprj degli uo-mini» brevissimi » come quello d' uno schiavo » che aveva M. Sforza »il quale si chiamava Emme. Oh questi» diceva Cristosano» son bei no-mi » e non Gio. Francesco » e Gio. Antonio » che si pena un' oraa pronunziarli. E perché era grazioso di natura » e diceva questecose in quel suo linguaggio Borghese » avrebbe fatto ridere il pian-to . Si dilettava d’ andare il dì delle seste » dove si vendevano leg-gende , e pitture stampate » e ivi si stava tutto il giorno ; e se necomperava alcuna » mentre andava l'altre guardando , le più voltele lasciava in qualche luogo » dove si fosse appoggiato . Non vollemai» se non forzato » andare a cavallo» ancorché fosse nato nellasua patria nobilmente » e fosse assai ricco . Finalmente essendo mor-to Borgognone suo fratello » e dovendo egli andare al Borgo » ilVasari» che aveva riscosso molti danari delle sue provvisioni » e ser-batigli » gli disse : Io ho tanti danari di vostro : è bene > che gliportiate con esso voi per servircene ne’ vostri bisogni. RisposeCristosano : Io non vo danari : pigliategli per voi » che a me bastaaver grazia di starvi appresso » e di vivere » e morire con esso voi.Io non uso » replicò il Vasari » servirmi delle fatiche d’ altri : senon gli volete > gli manderò a Guido vostro padre . Cotesto nonfate voi » disse Cristosano » perciocché gli manderebbe male » co-me è il solito suo • In ultimo avendogli presi » se n’andò al Borgoindisposto » e con mala contentezza d’ animo ; dove giunto il do-lore della morte del fratello » il quale amava infinitamente > e unacrudele scolatura di rene » in pochi giorni » avuti tutti i sacra-menti della Chiesa » si morì avendo dispensato a’ suoi di cassi » e amolti poveri que’danari» eh’aveva portato; affermando poco an-zi la morte , eh’ella per altro non gli doleva , se non perché la-sciavasi Vasari in troppo grandi impacci, e fatiche , quanti era-no quelli, a che aveva messo mano nel palazzo del Duca - Noned epì- mo ^° dopo avendo sua Eccellenza intesa la morte di Cristossino» e/tordi- certo con dispiacere » fece fare in marmo la testa di lui » e conl'infrascritto epitaffio la mandò da Fiorenza al Borgo » dove fu po-sta in s. Francesco.
D.O.M.