Vita. di Jacopo da Puntormo . 6 43
mai dopo lo vedeste Andrea ben volentieri} qualunque di ciò sisuste la cagione. La prima opera dunque 3 che facesse Jacopo indesso tempo } su una Nunziata piccoletta per un suo amico farro;ma estèndo morto il sarto prima, che suste finita l’opera , si ri-mase in mano di Jacopo , che allora stava con Mariotto , il qualen’ aveva vanagloria , e la mostrava per colà rara a chiunque glicapitava a bottega. Onde venendo di que' giorni a Firenze Raf-faello da Orbino , vide l'opera S ed il giovinetto , che 1 ’ avevafatta } con infinita maraviglia , profetando di Jacopo quello 5 chepoi si è veduto riuscire . Non molto dopo essendo Mariotto partitodi Firenze , e andato a lavorare a Viterbo la tavola 5 che fraBartolommeo vi aveva cominciata , Jacopo 3 il qual' era giovanemalinconico 3 e solitario 3 rimasto senza maestro 3 andò da per sea stare con Andrea del Sarto 5 quando appunto egli aveva fornitonel cortile de’ Servi le storie di s. Filippo 3 le quali piacevano in-finitamente a Jacopo } siccome tutte l'altre cose} e la maniera 3 edisegno d’ Andrea • Datosi dunque Jacopo a fare ogni opera d' imi-tarlo } non passò molto } che si vide aver fatto acquisto maraviglio-so nel disegnare, e nel colorire ; in tanto , che alla pratica parve, chefosse stato molti anni ali' arte . Ora avendo Andrea di que' giorni si-nita una tavola d’una Nunziata per la chiesa de’frati di Sangallo,oggi lovinata , come si è detto nella sua Vita , egli diede a fare lapredella di quella tavola a olio , a Jacopo, il quale vi fece un Cristomorto, con due angioletti, che gli fanno lume con due torce,e lo piangono ; e dalle bande in due tondi, due profeti, i qualifurono così praticamente lavorati, che non pajono fatti da giovi-netto, ma da un pratico maestro. Ma può anco essere, come di-ce il Bronzino, ricordarsi avere udito da estò Jacopo Puntormo ,che in questa predella lavorasse anco il Rosso. Ma siccome a farequesta pi edella su Andrea da Jacopo ajutato , così fu similmente infornire molti quadri, ed opere , che continuamente faceva An-drea . In quel mentre estèndo stato fatto sommo Pontefice il car-dinale Giovannni de’ Medici, e chiamato Leone X., si facevanoper tutta Fiorenza dagli amici, e divoti di quella casa molte armidel Pontefice , in pietre , in marmi , in tele , ed in fresco ; per-ché volendo i frati de’Servi fare alcun segno della divozione, eservitù loro verso la detta casa, e Pontefice, fecero fare di pie-tra P arme di esso Leone , e porla in mezzo ali’ arco del primo por-tico della Nunziata, che è in su la piazza. E poco appresso die-dero ordine , eh’ ella fosse da Andrea di Cosimo pittore messad’oro , e adornata di grottesche , delle quali era egli maestro ec-cellente , e dell’imprese di casa Medici ; ed oltre ciò mesta inmezzo da una Fede , e da una Carità. Ma conoscendo Andrea, diCosimo, che da se non poteva condurre tante cose, pensò di dare
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Sua prima Optra ,ehi diedt a R.i sfatiled' Vrbino indizj digran riuscita .
Va sotto Andrea delSarto per imitar lasua maniera.
Tìgurt a olio nellaNunziata in Via en-za , che trascendonola sua età .